Milano | BAM. Biblioteca degli Alberi Milano | Back to the City Concert | 10 settembre 2026, ore 20
foto ©BAM  
Milano, un prato, migliaia di persone e Čajkovskij. Il Back to the City Concert torna a BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, il grande parco pubblico gestito e animato culturalmente dalla Fondazione Riccardo Catella – e quest’anno sceglie l’inclusività. Spira mirabilis propone una selezione dalla Bella addormentata: una fiaba affidata a una grande formazione che continua a ragionare, anche nelle dimensioni orchestrali, come un gruppo da camera.
Il concerto è l’ultima tappa di un percorso cominciato nei giorni precedenti e diffuso in sei quartieri della città, con sette appuntamenti costruiti insieme ad associazioni e realtà impegnate sul fronte delle disabilità motorie, sensoriali e cognitive, esplorando la musica attraverso il suono, ma anche il corpo e le vibrazioni.
Un lavoro arrivato fino al grande prato della Biblioteca degli Alberi. Audiodescrizione, materiali a caratteri ingranditi e in linguaggio Easy to Read, interpretariato e video in LIS, sistemi di ascolto assistito, zainetti vibranti per le persone sorde e un’accoglienza dedicata hanno offerto più possibilità per avvicinarsi alla stessa esperienza. L’ascolto, del resto, è anche il punto di partenza di Spira mirabilis. Ogni musicista propone, reagisce, si assume una parte di responsabilità nel risultato comune. E si vede, prima ancora di sentirlo. Gli archi respirano insieme e, nei grandi movimenti della frase, sembrano quasi un unico polmone; gli sguardi attraversano le sezioni, un attacco passa da un leggio all’altro, il gesto di uno trova immediatamente risposta negli altri. Nell’Introduzione questo equilibrio dà forma al contrasto fra Carabosse e la Fata dei Lillà senza appesantire la scrittura. La Scena nel giardino del palazzo allarga progressivamente il respiro, mentre il Garland Waltz prende movimento senza irrigidirsi nel passo: gli archi lo spingono in avanti, i fiati vi entrano e ne escono come voci che affiorano per un momento.
È una lettura che non cerca effetti aggiunti. Čajkovskij ne ha già abbastanza, e Spira sembra divertirsi soprattutto a farli circolare. Colori che cambiano rapidamente, melodie che attraversano l’orchestra, improvvise aperture liriche; persino guardare il palco diventa parte dell’ascolto. La timpanista accompagna le proprie parti con una fisicità che ha qualcosa della danza, pronta a entrare nel gioco e subito a ritrarsi; poco più in là l’arpa accende riflessi dentro l’impasto, talvolta appena percettibili, sufficienti però a cambiarne la luce. Nel Finale del primo atto tutto questo si incrina: arriva il sonno di Aurora e l’orchestra cambia pelle.
Nel secondo atto il Panorama si distende e sembra avanzare insieme al principe verso il castello; nell’Intermezzo sinfonico il tempo si allarga ancora. Qui Spira lascia spazio ai dettagli: una frase comincia in una sezione, passa altrove, cambia colore, ritorna, e spesso basta osservare gli sguardi per capire da dove arriverà. È musica da camera allargata, moltiplicata nelle dimensioni e nei timbri dell’orchestra, ma ancora costruita nel momento in cui ciascuno raccoglie ciò che arriva dagli altri.
Nella Bella addormentata si può seguire una melodia, riconoscere un personaggio, aspettare il ritorno di un tema; oppure lasciarsi prendere da un colore, da un gesto, persino dal movimento di chi sta suonando. Nel terzo atto cambiano ancora colori e caratteri. Il Gatto con gli stivali e la Gatta bianca, Cenerentola e il Principe, l’Uccello blu e la principessa Florine sono apparizioni rapidissime, piccoli teatri dentro il teatro che Spira tratteggia senza caricarli. Poi il Valzer rimette in moto l’intera macchina orchestrale. Sul prato non serve riconoscerne il titolo: bastano poche battute perché qualcosa cambi anche tra il pubblico, mentre sul palco gli archi tornano a respirare insieme e la danza passa dall’orchestra a chi le sta davanti.

Prima del concerto Francesca Colombo, direttrice generale culturale di BAM, torna su uno degli incontri dei giorni precedenti. Durante Storie e immagini tra le note, l’attività realizzata a Giardynamo con i musicisti di Spira mirabilis, un ragazzo si avvicina a uno dei violinisti e, dopo averlo ascoltato, esclama: «Questa musica mi innamora». Poche parole, accolte con commozione, nelle quali finisce per raccogliersi il senso dell’intero percorso. E non è secondario che tutto questo accada in un luogo chiamato Biblioteca degli Alberi, una biblioteca botanica urbana fatta di specie diverse, giardini, stanze verdi e percorsi che si incrociano. Differenze raccolte nello stesso spazio, molti percorsi possibili, senza chiedere a tutti di seguirne uno solo. Tra quegli alberi, giovedì sera, Čajkovskij ha trovato migliaia di ascolti diversi. Il giorno prima, uno di loro aveva già trovato le parole: «Questa musica mi innamora».

Articolo precedenteMerano, Kursaal. Il potere d’attrazione del pianoforte di Yuja Wang
Articolo successivoSpoleto. Teatro Caio Melisso. La Cantatrice Calva di Luciano Chailly, ossia, il teatro dell’assurdo
Alessandro Arnoldo
Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali diplomandosi in direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Daniele Agiman. Ha arricchito la sua formazione partecipando a corsi e masterclass con Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena ed Ernesto Palacio all’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda.Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca. La sua interpretazione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saëns è stata inclusa nel percorso didattico “è musica per tutti”, libro di testo e DVD pubblicato da Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia.Direttore Artistico della Fondazione Filarmonica Trento e direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento é, inoltre, giornalista pubblicista, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista di informazione culturale ArtesNews, ideatore e autore della rubrica settimanale Rondò per il Quotidiano L’ Adige e collabora da diversi anni con TEDxTrento e con il centro EURAC Research di Bolzano.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
mostbet