Riva del Garda, Auditorium del Conservatorio, 14 marzo 2026 ore 17.30
Stagione concertistica 2026
Concerto in Memoria di Ruggero Polito
Duo violino e pianoforte
Stefano Bigoni, pianoforte e Misia Iannoni Sebastianini, violino
L. Van BEETHOVEN
Sonata in fa magg op 24 “ la Primavera”
(Allegro, Adagio molto espressivo, Scherzo Allegro molto, Rondò-Allegro ma non troppo)
F. KREISLER
Liebesleid. Schon Rosmarin
R. SCHUMANN
Sonata in la min. Op 105
Mit leidenschaftlichem Ausdruck (la minore)
Allegretto (fa maggiore – fa minore – fa maggiore)
Lebhaft (la minore – la maggiore – la minore)
Come da tradizione consolidata da qualche anno, l’Associazione Amici della Musica dedica espressamente uno dei suoi concerti alla memoria di Ruggero Polito, magistrato, presidente per 40 anni del sodalizio musicale. Lo fa dedicandogli appositamente un concerto per duo violino e pianoforte. Non una scelta casuale, ma un omaggio alla sua passione di musicista dilettante di violino, praticato anche con la frequentazione dei corsi del conservatorio fino all’8° anno nonchè come strumentista presso la Camerata musicale di Arco, sia come valente pianista autodidatta.
In questa occasione si è avviata una collaborazione con il Liceo Musicale di Riva del Garda per la redazione del programma di sala.
La scelta è caduta sul duo formato dal pianista Stefano Bigoni e dalla giovane violinista Misia Iannone Sebastianini, tutti e due docenti nei rispettivi strumenti al conservatorio di Perugia e con importati carriere alle spalle e in corso, come il curriculum della Iannone Sebastianini dava indicazioni. Si sono presentati con un programma che sulla carta poteva essere scontato comprendendo due pezzi sacri della letteratura per duo assieme ad un divertimento di Kreisler, brani non necessariamente di alto virtuosismo tecnico ma in cui si richiedeva di essere interpreti. E qui è stata la lezione del duo perfettamente in assieme con il pianoforte che gestiva i tempi e l’andamento ritmico su cui si innestava la melodia del violino.
In Beethoven la struttura compositiva, determinata da un carattere espressivo, essendo costruita su due ampi movimenti posti alle estremità (Allegro e Rondò) con l’inserimento di un movimento lento necessariamente breve e un minuscolo Scherzo necessitava di una lettura che raccordasse anche quel clima di Classicismo in cui il compositore di Bonn era maestro.
Nessuna tensione drammatica ma anche passaggi di frivolezza accademica sottolineata da una scrittura dello strumento ad arco leggera e tecnicamente strutturata. Movimenti che costruiti sulla melodia del pianoforte ripresa dal violino: assieme costruiscono un serrato dialogo tra ritmo e meditazione. È qui che il violino della Iannoni Sebastianini ha dimostrato di farsi interprete mostrando sicurezza tecnica e interpretativa nel costante dialogo con il pianoforte. Se la parentesi di Kreisler si può riassumere in come un divertimento musicale con un il gioco di scherzi di note espresso dai due strumenti, con Schumann e la sua Sonata in la min. Op 105, si riprende il discorso iniziato con la sonata beethoveniana.
Anche Schumann insiste su una continua contrapposizione impostata su un variatissimo movimento di incontri, di rilanci del violino con il perfetto accordo del pianoforte, e viceversa; quasi tutti improntati a una freschissima grazia che però dispiega qualche addensarsi e svanire d’ombra, che definiscono una spiritualità inquieta e vibrante che è proprio di Schumann.
La giovane violinista ha dimostrato di possedere una piena maturità interpretativa capace di non farsi sorprendere dai costanti cambi di stile e di tempi musicali offrendoci una lettura intensa e non banale definendo appieno il dramma interiore di Schumann. Nulla di banale e di ostentato considerando che la Sebastianini da solista partecipa a tour internazionali oltre che parte del giovane Quartetto Werther, formatosi alla scuola del Trio di Parma e alla scuola di Fiesole, che si sta affermando presso le più importanti istituzioni concertistiche europee, dal progetto Musikamera di Venezia, Basilea , Londra (Wigmore Hall), Copenhagen, Budapest.
Prestazione accolta con calore dal folto pubblico presente che ha percepito di trovarsi ad una interprete pienamente matura e consapevole del suo strumento validamente sostenuta dal suo collega al pianforte.
A conclusione la Meditation dalla Thais di Massenet ha dato degna conclusione ad un concerto di alto livello interpretativo.
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