Attualità-Approfondimenti

Stefano Torboli, direttore d’orchestra, uditore all’Accademia d’Opera di Riccardo Muti

di Stefano Torboli, direttore d’orchestra
Uditore alla “Riccardo Muti Italian Opera Academy. Presso la Fondazione Prada di Milano

Novembre è un mese significativo per l’opera lirica. Come ogni anno, infatti, si tiene l’Accademia d’Opera organizzata dal Maestro Muti, che abbiamo imparato ad apprezzare attraverso gli speciali trasmessi dalla Rai (ricordiamo la recente messa in onda delle Nozze di Figaro nel palinsesto RAI). Dal 18 al 29 novembre si è svolta la nona edizione della “Riccardo Muti Italian Opera Academy” presso la Fondazione Prada a Milano.

Le giornate, articolate su cinque ore ciascuna, proponevano l’analisi di Norma, l’opera per
antonomasia di Bellini, suddivisa tra prove di sala (pianoforte e cantanti) e prove d’insieme (con orchestra). Come consuetudine, il Maestro Muti ha dedicato notevole impegno nell’esplicare il significato sottinteso nella musica del compositore siciliano, evidenziandone il melodismo distintivo. Particolare attenzione è stata riservata all’accompagnamento strumentale, con un’indagine approfondita del legame tra parole e musica. Questa forma di lavoro artigianale ha fornito una chiave interpretativa intrisa di valore drammatico, sfatando l’erronea concezione che la scrittura orchestrale di Bellini sia solamente un sostegno asettico, privo di rilevanza drammatica.
La capacità di rendere evidente il legame tra testo e musica è un elemento chiave
nell’insegnamento del Maestro, apprezzato nel corso degli anni. Oltre allo studio di Norma, Muti ha mantenuto viva l’attenzione del pubblico con aneddoti tratti dalla propria esperienza lavorativa e da ricordi di gioventù. Nelle sue parole compaiono nomi come Votto, Toscanini, Karajan e grandi interpreti dell’opera lirica come Caballè, Scotto, Freni, Pavarotti, Luchetti e Bruson. Frequenti riflessioni sulla situazione attuale della musica italiana e del nostro tesoro culturale arricchiscono l’apprendimento, suscitando appassionati applausi. La disponibilità e la malleabilità dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta da Muti da quasi 20 anni, esprimono il suo impegno nel supportare le nuove generazioni, permettendo ai giovani direttori d’orchestra di immergersi nel lavoro artigianale della direzione d’orchestra e evidenziando il significato oltre il testo scritto.
Il cast di quest’anno includeva il tenore albanese Klodjan Kaçani (già apprezzato l’anno scorso durante la produzione del Requiem di Verdi) nel ruolo di Pollione; il basso autorevole Oroveso, già premiato e ospite di molti teatri, Andrea De Campo; Adalgisa interpretata dal mezzosoprano francese in carriera Eugénie Joneau; Clotilde dal soprano Vittoria Magnarello; Flavio dal tenore triestino Riccardo Rados, lodato per la sua bravura nonostante la parte secondaria offra limitate opportunità di esposizione. Infine, Norma, interpretata dalla cubano-americana ventisettenne Monica Conesa, dalla forte personalità e sapienza scenica. Un elemento importante per la realizzazione dell’opera è stato il Coro del Teatro Municipale di Piacenza.
I direttori d’orchestra che hanno partecipato all’edizione 2023 sono Clancy Ellis (Stati Uniti), Remi Geniet (Francia), Massimiliano Iezzi (Italia) e Izabela Kociolek (Polonia), con i maestri collaboratori Michelangelo D’Adamo (Italia), Nadia Kisseleva (Russia), Giovanni Alberto Manerba (Italia) e Manuel Navarro Bracho (Spagna).
Unico neo dell’evento è stata la scelta di un ambiente non adatto all’esecuzione di un’opera.
L’Auditorium della Fondazione Prada si presenta come un enorme teatro al chiuso caratterizzato da un soffocante ambiente di cemento a vista. L’acustica risulta molto riverberante e spiacevole all’orecchio, rendendo difficile apprezzare i dettagli timbrici offerti da orchestrali e cantanti, nonostante il magistrale lavoro di amplificazione della regia in loco che ha senza dubbio mitigato questa difficoltà.
La collaborazione tra la “Riccardo Muti Italian Opera Academy” e la Fondazione Prada si rinnoverà nel 2025, quando la nuova edizione del progetto sarà dedicata a Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, sperando che vengano prese le dovute accortezze per garantire il giusto ambiente sonoro alla meraviglia di Mozart.

mostbet
Federica Fanizza

Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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