Trento. Orchestra Haydn di Bz e Tn. Michele Mariotti e Giuseppe Gibboni

Beethoven per il debutto del giovane violinista.
Giuseppe Gibboni con l’Orchestra Haydn, diretta da Michele Mariotti

Con il Concerto per violino di Beethoven, Giuseppe Gibboni fa il suo debutto con l’Orchestra Haydn diretta da Michele Mariotti a Bolzano, anche in diretta su RAI Radio 3, e Trento.
La serata è realizzata in collaborazione con i Conservatori di Bolzano e Trento, e si completerà con l’esecuzione delle Variazioni su un tema di Haydn op. 56a di Brahms e della Sinfonia n. 1 op. 61 Shostakovich.
Con due distinti concerti sinfonici in calendario (9-10 giugno e 16-17 giugno), il direttore d’orchestra Michele Mariotti porterà a conclusione la Stagione concertistica 2025/26 della Fondazione Haydn. Il primo appuntamento è in programma martedì 9 giugno 2026 alle ore 20.00 all’Auditorium di Bolzano, anche in diretta su RAI Radio 3, e sarà replicato mercoledì 10 giugno alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento. In programma le Variazioni su un tema di Haydn op. 56a di Brahms, il Concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 1 op. 61 Shostakovich.

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La serata vedrà inoltre il debutto con l’Orchestra Haydn del violinista Giuseppe Gibbonisolista nel Concerto per violino di Beethoven. Dopo aver conquistato il Concorso Internazionale “Premio Paganini” di Genova nel 2021, Gibboni è stato il primo violinista a riportare all’Italia tale riconoscimento dopo ben 24 anni. In quell’occasione ha vinto anche il premio del pubblico e due premi speciali per la migliore interpretazione dei Capricci e del Concerto per violino e orchestra n. 1 di Niccolò Paganini.
«Quello di Beethoven – afferma il violinista Giuseppe Gibboni – è un Concerto di una grandezza d’animo immensa, di una spiritualità trascendentale. Studiarlo davvero significa entrare in contatto con le zone più profonde dell’animo umano».
I due programmi si inseriscono nell’ambito di un progetto pluriennale promosso dalla Fondazione Haydn in collaborazione con i Conservatori di Musica di Bolzano e Trento, finalizzato a favorire il coinvolgimento delle nuove generazioni di musicisti e a offrire loro un’importante esperienza formativa a fianco dei professionisti dell’Orchestra.
La partecipazione all’esecuzione di un gruppo di studenti dei due Conservatori assume un valore particolarmente significativo: rappresenta infatti una testimonianza concreta della sinergia tra le istituzioni musicali del territorio e dell’impegno condiviso nella formazione e nella crescita artistica dei giovani talenti. Un’esperienza che favorisce il dialogo tra percorso accademico e pratica professionale, contribuendo a rafforzare il legame tra educazione musicale e produzione artistica.
All’interno della produzione sinfonica di Johannes Brahms, le Variazioni su un tema di Haydn op. 56a rivestono un ruolo chiave, quello di una sorta di “prova generale” alla scrittura sinfonica. Tale approccio per Brahms doveva essere estremamente sofferto, sia per il timore di confrontarsi con un genere ormai storicizzato, al quale gli autori romantici si erano avvicinati sempre con prudenza e circospezione, sia per la vera e propria difficoltà tecnica di definire una scrittura orchestrale sicura e personale.
Brahms fu inoltre tra i primi musicisti a considerare la musica del passato come oggetto di studio, che approfondisce in quest’opera attraverso l’arte orchestrale. La composizione si chiude inoltre con una forma barocca, quella della Passacaglia, sulla quale vengono costruite variazioni sempre rinnovate. Nel climax espressivo di questa conclusione, si fa luce progressivamente il tema del “Chorale in honorem St. Antonii”, che corona tutta la costruzione sinfonica con una affermazione grandiosa e vitalistica.
Beethoven compose il suo unico Concerto per violino e orchestra in poche settimane nell’autunno del 1806. Il Concerto per violino, infatti, è una delle opere più amate di Beethoven e più ammirate dai pubblici di tutto il mondo. A tale preferenza contribuisce non poco il fascino che esercita il lirismo del violino, le espansioni cantabili, le suggestioni dei passi virtuosistici, che con nessuno strumento impressionano tanto quanto che con il violino. L’opera si può dividere in due grandi blocchi: una prima parte corrispondente al primo ampio movimento, che si avvia con i delicati rintocchi dei timpani, e la seconda che abbraccia un breve momento contemplativo e il Rondò finale.
Composta tra l’ottobre 1924 e il giugno del 1925 come saggio per il diploma di composizione che conseguì presso il conservatorio di San Pietroburgo, la Sinfonia n. 1 porta già in sé gran parte dei caratteri stilistici dello Shostakovich futuro. Sebbene sia ancora lontana l’oppressione culturale di Stalin, che tanta parte avrà nella vita del compositore, i tratti creativi del giovane, all’epoca diciannovenne, si presentano qui già definiti, soprattutto nell’alternanza tra ironia dolorante e sofferto pathos, elementi che andranno a intensificarsi nelle opere successive.

GIUSEPPE GIBBONI

Classe 2001, vincitore del 56° Concorso Paganini di Genova, Giuseppe Gibboni è il primo violinista a riportare all’Italia il Premio Paganini dopo 24 anni, conquistando il primo premio, il premio del pubblico e il premio speciale per le migliori interpretazioni dei Capricci di Niccolò Paganini e del Concerto per violino. La vittoria al Concorso Paganini spalanca le porte a una carriera internazionale. Collabora infatti con alcune delle orchestre più prestigiose del mondo, tra cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Detroit Symphony Orchestra con Jader Bignamini, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino con Zubin Mehta e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Con quest’ultima, tiene la prima italiana del Concerto per violino di Wynton Marsalis, lavorando a stretto contatto con il compositore. Il suo repertorio spazia dai grandi Concerti romantici alle opere contemporanee, dimostrando sia un’eccezionale versatilità, che la sua profonda curiosità artistica. Tra gli impegni più recenti, si ricorda il debutto sotto la direzione del M° Riccardo Muti nel concerto di apertura del Ravenna Festival. Giuseppe Gibboni suona lo Stradivari Jupiter del 1722, prestato dalla fondazione, lo Stradivari Lam – Ex Scotland University del 1734, gentilmente fornito dalla CCI Foundation di New York, e uno strumento moderno di Luiz Amorim, una copia del famoso Guarneri del Gesù Stauffer del 1734.

MICHELE MARIOTTI

Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022. Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival italiani ed internazionali. È salito sul podio dell’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, dell’Orchestre National de France, dei Münchner Symphoniker, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, della Danish National Symphony Orchestra, dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dei Bamberger Symphoniker, della Royal Philharmonic Orchestra, della Nederlands Philharmonisch Orkest, della Gürzenich Orchester Köln, della Filarmonica della Scala, della RTÉ National Symphony Orchestra, solo per citarne alcune. Collabora con registi di spicco – Mario Martone, David McVicar, Emma Dante, Davide Livermore, Damiano Michieletto, Robert Carsen -, e ha ricoperto il ruolo di Direttore principale e musicale del Comunale di Bologna, guidando l’Orchestra e il Coro in tournée internazionali. Recentemente è salito sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Gürzenich Orchester Köln alla Philharmonie di Colonia, della Radio Filharmonisch Orkest al Concertgebouw di Amsterdam, della Tonkünstler Orchestra al Muiskverein di Vienna e della Tokyo Symphony Orchestra.

INFORMAZIONI

Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.haydn.it

The event is finished.

Data

Giu 09 2026
Expired!

Ora

8:30 pm - 8:30 pm

Luogo

Trento. Auditorium Centro Santa Chiara
Trento
Categoria
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

Organizzatore

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Sito web
https://www.haydn.it

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