Il Théâtre des Champs Elysées é una prestigiosa sala di teatro musicale sito nell’Avenue Montaigne, strada elegante in cui si ammirano vetrine scintillanti delle boutiques dei più grandi marchi del mondo, a un passo da la Place de l’Alma. Da cui si diramano varie avenues tra cui una in salita che conduce al Musée d’arte Moderne. La sala del teatro é arredatata con sorprendenti poltrone che non rassomigliano affatto a quelle di un teatro bensì a quelle di un salotto, un grande salotto color rosso antico. L’
enlevement au serail é un’opera giovanile di Mozart. Fu chiamata una turquerie, un’opera
esotica perché ambientata in un Oriente lontano, misteriosao, crudele e dolce. Perché dopo molti chagrins e alterchi , mozartiani s’intende, che hanno nelle note della musica un non so che di riso, di scherzo. Assisteremo all’avventurosa vicenda di Kostance che rapita in viaggio dai pirati e consegnata a un nobile Pasha, sarà ricercata con speme e affanno dal suo giovane effervescente e appassionato innamorato che all’inizio dell’opera comincia a parlare della bellezza e dello dolore del suo sentimento che lo pervade quando pensa intensamente a lei, alla sua fidanzata, Kostance.
Parte quindi alla sua ricerca. Sul palco una bella scenografia moderna graficamente costituita sullo sfondo da rombi blu : un insieme armonico e piacevolmente geometrico. Accompagnato dal suo valletto Pedrillo, un giovane grazioso agile e biondo tenore si scontrerà con il segretario del Pasha. Un potente baritono che é un uomo che non scherza : ha una pistola che spara e una frusta che schiocca. Si chiama Selim e si mette a cantare l’infedeltá delle donne che non fanno che scrutare spiare i comportamenti dei loro mariti. Vocalmente é un momento molto importante perché il duo di questi due cantanti é forte durissimo.
Poi ecco apparire Amin, il Pasha in carne ed ossa. Ha una veste nera con una stola colorata; entra in scena, ha una silhouette minuta e importante. Saluta i suoi sudditi che in ginocchio gli tendono le mani da stringere. Scena significativa simbolicamente come l’entrata in scena di Kostance, la prigioniera. Bellissima con lunghi capelli rossi e un gran portamento. Il loro dialogo é senza preamboli e si arriva subito al dunque. Kostance é pronta ad onorarlo ma non ad amarlo. Subito si scorge in questo personaggio attraverso la meravigliosa presenza scenica e vocale dell’artista un che di puro e ribelle insieme che ne fa un cocktail assai raro. Il Pasha non é contento perché pretende di essere amato. E minaccia ripetutamente di tormentarla. Lei invece gli parlerà del suo cuore che é legato ad un’altra persona. Niente di peggio per Amin che infuriato le giura che ordinerà ai suoi di sacrificarla. Altra scena notevole é il giardino del Palazzo dove stanno le donne con i loro lunghi abiti adagiate e sedute su comodi divani chiari. Scontri e bisticci con signori che vengono in visita. Proclamano che sono esse stesse a dominarli e intimano loro gioiosamente questo dato di fatto.Non mancherà una bella scena in cui Belmonte e il valletto Pedrillo tenteranno una trappola tremenda e buffa a Selim il segretario temibile e truce del Pasha. Al quale tessono le lodi della dolcezza dei vini di Cipro e dell’allegrezza che essi procurano. L’uomo dapprima si ritrae, ha una bella corporatura, é forte, ma infine si lascerà sedurre dalla bontà del liquore di Cipro e si addormenterá per terra. Oh meraviglia! É fatta. I due riusciranno a penetrare nel Palazzo. Belmonte e Pedrillo tenteranno tutte le possibilità per liberare la bella Kostance. Niente da fare: il Pasha é pronto a infliggere loro pene tremende se perdurano nel loro fine, ma Belmonte pronto lo supplicherà in ginocchio dicendo che il padre, nobiluomo spagnolo potrà inviare loro danari da consegnare a Osmin. Il solo nominare il padre di Belmonte accenderà l’ira funesta del sultano. Fu colui che devastò la sua famiglia, un’ intera stirpe. Come se la caveranno i nostri eroi in tale situazione? É la musica del giovane Mozart che condurrà con la sua sottile impagabile grazia a tracciare armonicamente impertinente sentieri lastricati di promesse, minacce, scuse, pentimenti, sacrifici così sottilmente alternati nei duetti cantati che infine tutti riusciranno a districarsi dalla rete venefica dei loro dolore per trasmettere alla platea un meraviglioso, sottile e solenne potente messaggio di pace universale.Il soprano australiana
Jessica Pratt meravigliosa per la tavolozza variegata della sua interpretazione. Finalmente con una produzione a Parigi in house dopo 20 di carriera e tante presenze in questo teatro parigino con opere in forma di concerto. Osmin ha una bella tessitura vocale. Belmonte ha una bella voce tenorile cristallina. Blonde regge il confronto con la protagonista,come il resto della compagnia. La regia di
Florent Saud é decisamente contemporanea ma finemente allusiva al Serraglio. La direzione dell’orchestra é stata sfolgorante: un colpo di genio da parte di
Laurence Equilbey