Musica

Rovereto. Teatro Zandonai. Un Rigoletto di Verdi tra volontà e professionalità

Rovereto, Teatro Zandonai 17 ottobre 2025, ore 20.45 (replica 19 ottobre 2025, ore 17.00)
Rigoletto
Opera in tre atti / Musica di Giuseppe Verdi / Libretto di Francesco Maria Piave
Danilo Coppola, regia, scene e costumi / Azzura Steri, direttore / Roberto Ardigò, direttore del coro / Orchestra Sinfonica delle Alpi / Corale Lirica Ambrosiana
CAST: Daniel Lee, Rigoletto / Giordano Lucà, Duca di Mantova / Melissa Purnell, Gilda / Yuri Guerra, Sparafucile / Benedetta Mazzetto, Maddalena / Arianna Cimolin, Giovanna / Daniel Giulianini, Monterone / Gianni Giuga, Marullo / Luis Juniku, Borsa

L’ambizione dell’Associazione Euritmus di allestire il melodramma nella città di Rovereto, nel suo teatro storico dedicato a Riccardo Zandonai, si è fatto progetto più che durevole con il Progetto Opera. L’edizione primaverile 2025 era stata ispirata dalla ricorrenza dei 10 anni dalla prima opera lirica firmata Euritmus nel Teatro Zandonai di Rovereto (Il Barbiere di Siviglia di Rossini) e di conseguenza, l’edizione autunnale vuole ricordare la prima opera lirica in assoluto realizzata da Euritmus: Rigoletto di Giuseppe Verdi (Progetto Opera 2012). Il valore aggiunto del progetto messo in atto dagli ideatori Klaus e Barbara Broz non si limita al solo allestimento ma alla programmazione di tutta una serie di attività che mettono in relazione l’opera con i suoi tempi, le trame storiche e letterarie, incontri tematici presso le varie strutture culturali cittadine. Queste operazioni tra didattica e curiosità permettono di ritrovarsi con il teatro pieno nelle due recite previste.

Operazioni condotte sempre con attenzione, con ritrovare sempre nuove soluzioni che possano dare sostanza alla messinscena. Anche quest’anno il progetto è stato affidato al regista Danilo Coppola, direttore degli allestimenti scenici per l’Ente Marialisa de Carolis di Sassari, e dell’Ente musicale Luglio Trapanese, uno dei rari enti musicali che produce lirica in Sicilia con una certa costanza (al di fuori della Fondazione Massimo di Palermo) e lungimiranza formativa.
Con pochi elementi scenici (alcuni bauli, delle pedane) ma con un sapiente uso del digitale ha ricostruito gli ambienti del Rigoletto con alcune immagini simbolo dei palazzi mantovani e con evocativi sfondi brumosi lacustri e fluviali. Un sapiente gioco di specchi ne amplificava la visuale, come suggestiva la costruzione della scena del temporale tra nubi e nebbie in movimento.

Gestualità all’essenziale considerato anche il breve tempo a disposizione che non ha sottratto pathos alla vicenda del buffone ma fissata nel tempo e nello spazio scenico.
Artisti di canto più che interessanti chi già con importanti carriere come il protagonista baritono Daniel Lee, coreano, già a Rovereto nel Trovatore, attivo nelle produzioni liriche del repertorio verista italiano del Teatro del Grattacielo di New York e con presenze in ruoli primari in vari teatri e istituzioni italiane di prestigio, quali Arena e Teatro Coccia di Novara.

Lo sfacciato Duca di Mantova era affidato al tenore Giordano Lucà, che si faceva giustamente prendere dall’esuberanza della parte, con accanto il giusto patetismo della Gilda di Melissa Purnell, una conferma per Rovereto dopo la Boheme del 2023, voce scura ma capace di svettare nei sovracuti finali della scena della “Vendetta”. Di spicco la Maddalena del giovane e promettente mezzosoprano Benedetta Mazzetto, la più centrata tra i ruolo con accanto Yuri Guerra, Sparafucile.  Funzionale il resto del cast con il giovane baritono Gianni Giuga, Marullo, ormai presenza consolidata in regione nelle produzioni liriche della Fondazione Haydn, assieme ad una ben strutturata squadra di comprimariato ( Arianna Cimolin, Giovanna / Daniel Giulianini, Monterone / Gianni Giuga, Marullo / Luis Juniku, Borsa) Ma onore al merito di questa produzione sta nella gestione musicale affidata alla giovane direttrice Azzurra Steri. Con gesti sicuri ed essenziali a saputo offrire una corretta esecuzione musicale attenta alla gestione dell’orchestra, quell’Orchestra delle Alpi, abituata a contesti sinfonici. Con un giusto equilibro tra palco e buca senza eccessi timbrici e gestito tutto con eleganza e sobrietà. Bravo anche il coro maschile della Corale lirica Ambrosiana diretta da Roberto Ardigò nei suo momenti di intervento in corso d’opera.

Alla fine applausi per tutti successo al merito di operazioni che permettono formare il pubblico al repertorio. Un modo anche perché le organizzazioni maggiori guardino alle realtà del territorio ed a un maggior coordinamento tra date titoli ed eventi affinché si possa parlare di una stagione d’opera in Trentino

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Federica Fanizza

Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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