di Costanza Pozza
Bassano del Grappa (Vi), Teatro Remondini, 24 marzo 2025 ore 20.30
Arlecchino?
Scritto e diretto da Marco Baliani
con Andrea Pennacchi
e con Marco Artusi, Maria Celeste Carobene, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato, Anna Tringali
musiche eseguite dal vivo da Giorgio Gobbo, Riccardo Nicolin
scene e costumi Carlo Sala
luci Luca Barbati
aiuto regista Maria Celeste Carobene
Personaggi e interpreti
Arlecchino Andrea Pennacchi
Beatrice/Federigo Rasponi Federica Girardello
Brighella/Florindo Marco Artusi
Clarice Margherita Mannino
Pantalone Valerio Mazzucato
Silvio/Facchino/Cameriere Miguel Gobbo Diaz
Smeraldina Anna Tringali
Produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo con Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
ph.©Arteven
Un Arlecchino contemporaneo , “L’Arlecchino?”, scritto e diretto da Marco Baliani, che fa sold out nelle due serate del 24 e 25 Marzo al Teatro Remondini di Bassano del Grappa, come del resto è accaduto durante il tour della compagnia in tutta Italia. Interpretato dal grande Andrea Pennacchi con a fianco i talentuosi attori della compagnia: Marco Artusi, Federica Girardello, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato, Anna Tringali, è stato dedicato al direttore di Arteven, Pierluca Donin, scomparso nel 2023.
L’opera originale scritta da Goldoni nel 1745, racconta di Arlecchino, un giovane servo che
per mangiare a sazietà, si ritrova a servire due padroni, combinando guai e complicando la
vicenda all’improbabile, fino a renderla comica.
Sarà poi il regista Giorgio Strehler nel 1947 a rappresentare per la prima volta al Piccolo di
Milano l’opera rinnovata. Ecco che Baliani si confronta con le due tradizioni e qui possiamo dire che rischia molto, perché rimette mano ad un’opera riscritta per ben due volte e soprattutto tipica della nostra tradizione. E noi italiani, da grandi tradizionalisti, guai a chi ci tocca le nostre origini… Dopo aver visto lo spettacolo, posso confermare che le vecchie pagine di Strehler e del Goldoni hanno preso aria e sono state rispolverate, senza esserne rovinate.
In passato il movimento del corpo dei commedianti doveva esprimere ciò che il volto non
poteva, proprio a causa della maschera, e quindi l’Arlecchino di Strehler era molto agile,
buffo e salterino, faceva insomma i movimenti tipici della maschera goldoniana.
Ma in quasi due ore di ritmato e vivace spettacolo, tutto questo viene fatto senza mai
mancare di rispetto alla vera tradizione. Dall’inizio coinvolgendo il pubblico nella prima scena di metateatro, fino alla fine con un attualissimo e realisticamente probabile squillo di
telefono, che ha fatto girare la testa a qualche spettatore, una gag che si conclude con una
battuta molto divertente. Uno spettacolo fruibile da un pubblico vasto e non necessariamente esperto, a cui va il merito di far sì che il teatro possa diventare accessibile a tutti, soprattutto ai giovani, e in questo Marco Baliani ha centrato il punto.
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