Teatro

Riva del Garda (Tn). Stagione teatro 2024-2025.Quel raccontatore di Paolo Rossi

di Walter Sirsi
Riva del Garda – Sala Garda | Palazzo dei Congressi, lunedì 3 Febbraio 2025 ore 21.00
OPERACCIA SATIRICA
La guerra dei sogni
di e con PAOLO ROSSI
musiche dal vivo EMANUELE DELL’AQUILA, ALEX ORCIARI
e con CATERINA GABANELLA

Per la stagione di prosa 2024 e 2’25 il Coordinamento Teatrale Trentino ha portato a Riva del Garda, l’attore Paolo Rossi con l’ultima sua produzione Operaccia Satirica.
Che Paolo Rossi abbia la capacità affabulatorie viene confermato da lui stesso: “Chi è capace di narrare storie ha il potere di governare il mondo, che sia una nazione, un condominio, una famiglia o una coppia”. Le operacce satiriche sono creazioni stravaganti che nascono da diverse ispirazioni: la lettura dei grandi classici letterari che vengono trasformati in buffe composizioni, episodi “rubati“ dalla vita vissuta e dal suo personale repertorio poi rielaborati e trasformati in poesie comiche che, grazie all’accompagnamento musicale, si tramutano in una canzonaccia popolare. Il linguaggio è scorretto, variegato, ricco di storpiature, parole e suggestioni strane, ma facilmente comprensibili per tutti. Rimangono fondamentalmente delle storie: ci si sforza di raccontarle al meglio per combattere il senso di disorientamento e smarrimento che si prova pensando a come è governato il mondo che viviamo. Ma soprattutto giocato con l’arte di sembrare tutto una improvvisazione vera o presunta tale, comprese perdite di memoria.

Spettacolo minimal, riuscitissimo. Lui e i tre “accompagnatori” una psicologa che tenta di tracciare un quadro mentale del protagonista (Caterina Gabanella) e due strumentisti (chitarra e contrabbasso Emanuele Dell’Acqua e Alex Orciari) che fanno da basso continuo d’accompagnamento, divertenti e simpatici. Già dalle prime battute si è creata una sintonia con il pubblico entusiasmante, e il canovaccio dello spettacolo è andato avanti a ruota libera, sembravano battute che arrivavano dalla pancia e non dalla memoria.
Memoria che è stata nominata spesso, gli insegnamenti di grandi artisti (Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, gli anni del Derby, ma soprattutto la spontaneità dei dialoghi, partendo dal primo scrittore conosciuto (Omero), per approdare ai giorni nostri con i cantautori più impegnati e satirici. Uno spettacolo minimal ma da massimo consenso, veramente un gran temporale di applausi spontanei. E direi che, con l’inverno rivano, è arrivata un po’ di estate. Bravissimi

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Redazione Artesnews

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