Teatro

Roma. Teatro Il Vascello. Amore di Pippo Delbono. Riflessioni di uno spettatore

di Giorgio Tausani
Roma, Teatro il Vascello, 25 gennaio 2026
dal 20 al 25 gennaio 2026
Amore 
uno spettacolo di Pippo Delbono
con Dolly Albertin, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Mario Intruglio, Pedro Jóia, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Miguel Ramos, Pepe Robledo, Grazia Spinella, Selma Uamusse
musiche originali di Pedro Jóia e di autori vari
collaboratori artistici Joana Villaverde (scene), Elena Giampaoli (costumi), Orlando Bolognesi (luci), Tiago Bartolomeu Costa (consulenza letteraria)
suono Pietro Tirella, capo macchinista Enrico Zucchelli
regia Pippo Delbono
responsabile di progetto in Portogallo Renzo Barsotti, responsabile di produzione durante il processo creativo Alessandra Vinanti, organizzazione durante il processo creativo Silvia Cassanelli, organizzazione Davide Martini, assistente di produzione/amministratore di compagnia Arianna Soffiati
direttore tecnico tournée Orlando Bolognesi
personale tecnico in tournée Manuela Alabastro (suono), Elena Giampaoli (costumi), Orlando Bolognesi (luci), Mattia Manna (scena)
Assistente volontaria in Portogallo Susana Silverio
Produttore esecutivo Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Co-produttori associati: São Luiz Teatro Municipal – Lisbona, Pirilampo Artes Lda, Câmara Municipal de Setúbal, Rota Clandestina, República Portuguesa – Cultura / Direção-Geral das Artes (Portogallo), Fondazione Teatro Metastasio di Prato (Italia).
Co-produttori: Teatro Coliseo, Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires e ItaliaXXI – Buenos Aires (Argentina), Comédie de Genève (Svizzera), Théâtre de Liège (Belgio), Les 2 Scènes – Scène Nationale de Besançon (Francia), KVS Bruxelles (Belgio), Sibiu International Theatre Festival/Radu Stanca National Theater (Romania)
con il sostegno del Ministero della Cultura (Italia)
Si ringraziano per la messa a disposizione dei costumi per le prove: São Luiz Teatro Municipal di Lisbona, Théâtre de Liège e la Compagnia Teatro O Bando
Debutto: 28 ottobre 2021 Teatro Storchi Modena

Amore di Piipo Delbono. Foto Luca Del Pia

L’uomo esce da una porticina laterale della platea, avanza verso un tavolino a ridosso del palcoscenico: è vestito di bianco, mi ricorda il console onorario di “Sotto il vulcano”; si appoggia a un bastone, cammina a fatica e a fatica infine si siede al tavolino su cui stanno fogli battuti al computer, una piccola lampada da comodino e un microfono. È Pippo Delbono che dà inizio al suo spettacolo “Amore”. Per un attimo penso che stia interpretando un personaggio, ma quando inizia a leggere De Andrade, con quella sua voce piena di verità ma ora fragile, che stenta a imporsi sul canto che invade la scena, capisco che è un uomo in lotta con la malattia.

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Amore di Piipo Delbono. Foto Luca Del Pia

Non è uno spettacolo riuscito: quadri che si susseguono senza riuscire a creare suggestioni, che a fatica s’incamminano sul filo di una parola di per sé così fragile come “amore”; la malinconica voce del fado, che così naturalmente ti porta dentro una chitarra a sguardi lontani e occhi scuri, a baci cercati, voluti, al dolore e alla rabbia dell’abbandono, la sua voce non travalica la scena, non invade la platea gremita, non ti prende per mano portandoti anche solo per un attimo nei vecchi barrios di Alfama e Barrio Alto; non ci riesce la funambolica chitarra di Pedro Jóia (ma non è la caratteristica guitarra portoghese a dodici corde, col suo suono così distintivo e ricco di suggestioni), né la calda voce del fadista Miguel Ramos: la narrazione di Delbono non ne viene compenetrata, tutto rimane laterale, come attrazioni in una fiera, che si susseguono ammiccanti, a volte persino invadenti, a coprire la voce di Delbono, così che le poesie che legge arrivano a tratti, pur come lampi di luce (dovrò aspettare la fine dello spettacolo, quando saremo omaggiati del programma da sala, per leggerle nella loro interezza, ma ormai letteratura, priva della voce del teatro).

Amore di Piipo Delbono. Foto Luca Del Pia

Io, tra il pubblico, attendo la magia di Delbono, la sua energia incontenibile e contagiosa (collanti di spettacoli memorabili), l’incanto visionario del suo teatro, ma l’attesa va malinconicamente delusa. Cosa rimane dunque? L’ammirazione per l’uomo di teatro mentre l’amore giace con i suoi segreti tra gli oggetti di scena.

Amore di Piipo Delbono. Foto Luca Del Pia
  • Ringrazio Giorgio Tausani
    Residente a Roma ma originario della Riviera Romagnola, per anni è stato attore nella compagnia di Glauco Mauri con il quale ha partecipato anche come voce narrante ad alcuni spettacoli per il ROF di Pesaro. Attualmente svolge la professine di  adattore di dialoghi, doppiatore di sceneggiati televisivi e lungometraggi.
Redazione Artesnews

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