E’ incorso la 45a Rassegna Musicale organistica che si tiene nella Chiesa Parrocchiale dell’Addolorata della frazione del comune di Arco (Tn). Gli eventi si tengono attorno allo storico organo Tamburini del 1982 a trasmissione meccanica. Due eventi sono stati organizzati per il primo fine settimana di luglio a cui seguiranno altri due appuntamenti per inizio agosto, a settembre concerto per celebrare il 45 anni di attività e i consueti appuntamenti di dicembre concluderanno questo anno di forte ricorrenza.
Il complesso musicale Camerata Musicale Città di Arco ha dato inizio a questa rassegna 2026 affidandosi al giovane e promettente direttore d’orchestra Sebastiano de Salvo. Nato a Rovereto ha frequentato il Conservatorio di Trento F.A. Bonporti partecipando successivamente a Masterclass in direzione d’orchestra e imponendosi subito all’attenzione regionale in vari eventi dedicati a complessi musicali classici in ambito Euroregio (Trentino, Bolzano e Tirolo austriaco; nel contempo si dedica alla composizione con all’attivo n produzioni di musiche per compagnie di danza. Attaulmente è attivo come direttore in diverse orchestre regionali tedesche.
le nuove scelte artistiche della Camerata Musicale stanno privilegiando nell’offrire spazio a giovani concertisti di ambito territoriale, sia come solisti che come strumentisti.
Sono chiamati solisti giovani già affermati che suonano in compagini orchestrale nazionali. E’ il casi della violinista Alessia Pallaoro, attiva nell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento che in questo concerto è stata affiancata dalla viola di Eleonora De Poi, stabile nell’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Nella Sinfonia Concertante di Mozart K364 hanno dato prova di assoluta complicità nell’esecuzione sotto la giuda molto pacata del direttore che ha voluto sottolineare la cantabilità insita in questa composizione che segna la maturità compositiva acquisita dal Wolfgang Amadeus Mozart dopo l’esperienza di Parigi e di Mannheim, soffermandosi alla resa dell‘Adagio offrendo una lettura in cui fa emergere la liricità del dialogo tra i due strumenti solisti.
Come di spessore è stata la conduzione della schubertiana Sinfonia, la n. 5, con Sebastiano de Salvo che ha restituito la dimensione intima quasi cameristica della composizione in un rimando quasi ideale al precedente brano mozartiano. Successo pieno e caloroso da parte del folto pubblico che sempre accoglie le esecuzioni della Camerata.
Nella serata successiva , con il duo organi e violini con Filippo Manci, di Roma e Barbara Aichner, di Innsbruck, ci si è proiettati nella dimensione internazionale che richiama l’organo Tamburini con le sue caratteristiche tecniche.
Qui è stata la fama dell’organo Tamburini che ha fatto da richiamo alla prestigiosa presenza del maestro Filippo Manci, Maestro di Cappella presso la Basilica di San Pietro, organista principale presso la Chiesta di San Ignazio sempre a Roma dove svolge una intensa attività di organizzazione di concerti e rassegne organistiche. Inoltre presente in numerose rassegne in Germania e in Austria sia come solista che a guida di ensemble da lui stessi fondati come la Stubaier Philharmoniker e l’ensemble Melos tra Seefeld e Neustift. Esperto nel restauro e messa in funzionalità proprio degli organi Tamburini è stata la sua curiosità nel prendere i contatti con il gruppo Concerti di Bolognano, proponendo un programma in duo con la violinista Barbara Aichner che esprimesse una particolare aspetto della letteratura storica organistica adatta per quel tipo di strumento concentrandosi tra il barocco di Johann Sebastian Bach, Telemann, Vidaldi Albiboni e al bolognese Giovanni Morandi in una sapiente alternanza tra brani solistici e in duo. Ogni brano è stato accompagnato da breve spiegazione condotta in maniera agile e comprensibile, particolarmente gradita dal pubblico locale che sa accogliere e riconoscere la qualità delle proposte del Gruppo Concerti della parrocchia di Bolognano d’Arco. In questo modo si può parlare di un concerto lezione, dove sono state sottolineati i vari stili compositivi tra le varie scuole europee di musica organistica. Una esecuzione non soltanto di bravura da parte dei due interpreti ma indirizzata anche all’esprimere tutte le sfumature cromatiche dello strumento di Bolognano con l’utilizzo di tutta la sua gamma di registri, con grande soddisfazione da parte di Filippo Manci che in questo modo ha voluto rimarcare la qualità e l’originalità costruttiva dell’organo Tamburini della chiesa di Bolognano.
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