Recensioni

Milano. Teatro alla Scala. Sinfonica di Milano: Tjeknavorian e orchestra in sintonia perfetta

Milano | 14 settembre, ore 20 – Teatro alla Scala
Orchestra Sinfonica di MIlano
Concerto d’Inaugurazione Stagione 2025/26
J. Brahms Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Re minore op. 15
P.I. Čajkovskij Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64
Orchestra Sinfonica di Milano
Rudolf Buchbinder pianoforte
Emmanuel Tjeknavorian
direttore

mostbet

Arrivare al Teatro alla Scala per il tradizionale Concerto d’inaugurazione dell’ Orchestra Sinfonica di Milano è sempre un’esperienza che porta con sé un’elettricità particolare: la scena si apre con una luce controllata, e la platea trattiene il fiato quando il primo accordo vibra nell’aria, quasi a misurare la distanza tra aspettativa e realtà sonora.
La prima parte, affidata al Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Johannes Brahms, si presenta subito come una prova ardua. Rudolf Buchbinder affronta la partitura con esperienza indiscutibile, ma la sua energia appare più contenuta rispetto al vigore giovanile di un tempo. Il fraseggio mantiene precisione e dignità, ma manca quella scintilla che fa vibrare ogni nota come rivelazione. L’Orchestra Sinfonica di Milano, guidata da Emmanuel Tjeknavorian, cerca di sostenere e amplificare la tensione, modellando il suono con misura e chiarezza: nei momenti più drammatici, il risultato è efficace, con linee orchestrali ben definite e una buona interazione tra pianoforte e fiati. Tuttavia, in passaggi più lirici e di sottile dialogo interno, la prova si rivela più fragile, con un equilibrio che talvolta si perde tra archi e legni. I soli di clarinetto e fagotto emergono con nitidezza e piacevolezza, confermando la qualità degli strumentisti, mentre gli altri legni e gli archi offrono una precisione di dettaglio encomiabile.
Se la prima parte soffre di qualche limite di freschezza, la seconda parte, con la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij, ribalta completamente la percezione della serata. Qui Tjeknavorian costruisce una lettura di grande impatto: il fraseggio è organico, il respiro dell’orchestra ampio, la dinamica convincente. Gli archi tessono trame robuste e ricche di sfumature, i fiati dialogano con spontaneità, e le percussioni donano slancio e colore alla narrazione sinfonica. Ogni frase appare calibrata, ogni climax costruito con cura, e il senso del dramma emerge con naturalezza, senza forzature.
Il direttore riesce a valorizzare ogni strumentista: i soli di violino e di corno sono evidenziati con equilibrio e musicalità, il clarinetto trova un canto caldo e incisivo, il fagotto regala linee morbide e profonde, e gli archi bassi sostengono con fermezza e precisione. L’orchestra nel suo complesso si muove con leggerezza e insieme con coesione, mostrando la capacità di articolare il discorso sinfonico senza mai sacrificare la trasparenza del suono. L’energia è palpabile, il colore orchestrale ampio, e la tensione drammatica di Čajkovskij prende forma con decisione, creando momenti di grande intensità emotiva.

Il sipario scende, ma la musica continua a vibrare nello spazio, come se la storia stessa de “La Verdi” fosse stata evocata: fondata nel 1959 da Delman, con l’ambizione di rendere accessibile la grande sinfonia a Milano, questa compagine ha saputo mantenere nel tempo il proprio equilibrio tra rigore tecnico e calore espressivo. In questa serata, sotto la guida di Tjeknavorian, l’orchestra mostra quanto possa essere vitale un ensemble che conosce le proprie radici ma le rilegge con freschezza. La sinergia tra direttore e strumentisti restituisce al pubblico l’idea di un organismo vivo, pronto a trasformare la memoria in presente. Il pubblico risponde con calore e convinzione, riconoscendo la prova collettiva dell’orchestra e l’abilità di Tjeknavorian.

Alessandro Arnoldo

Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali diplomandosi in direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Daniele Agiman. Ha arricchito la sua formazione partecipando a corsi e masterclass con Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena ed Ernesto Palacio all’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda. Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca. La sua interpretazione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saëns è stata inclusa nel percorso didattico “è musica per tutti”, libro di testo e DVD pubblicato da Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia. Direttore Artistico della Fondazione Filarmonica Trento e direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento é, inoltre, giornalista pubblicista, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista di informazione culturale ArtesNews, ideatore e autore della rubrica settimanale Rondò per il Quotidiano L’ Adige e collabora da diversi anni con TEDxTrento e con il centro EURAC Research di Bolzano.

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