Recensioni

Milano/Verona. Verdi/Salieri. Falstaff a confronto: due volti, una risata, mille sfumature

Milano | Teatro alla Scala | Falstaff di Giuseppe Verdi | 18 gennaio 2025, ore 20
Verona | Teatro Filarmonico | Falstaff di Antonio Salieri | 26 gennaio 2025, ore 15.30

Il confronto tra i due Falstaff, uno di Giuseppe Verdi e l’altro di Antonio Salieri, sebbene accomunati dal medesimo protagonista shakespeariano, si rivela un affascinante viaggio tra due approcci musicali e teatrali completamente differenti. La versione di Verdi, che giunge a noi come sua ultima opera, riflette la maturità di un compositore che ha saputo combinare l’esperienza operistica di tutta una vita con un’inaspettata leggerezza comica. La sua scrittura è ricca di rimandi alla tradizione, ma è al contempo vivace, complessa e magistralmente ironica. D’altra parte, il Falstaff di Salieri, composto all’alba del XIX secolo, presenta un impianto musicale più classico, più equilibrato e talvolta meno audace nella struttura. La sua “leggerezza” si traduce in una brillantezza più sussurrata, quasi perfetta per i salotti viennesi piuttosto che per un’opera che punta a sfidare le convenzioni.

mostbet
ph-Brescia-e-Amisano-©Teatro-alla-Scala

La regia storica di Giorgio Strehler per il Falstaff di  Verdi al Teatro alla Scala, purtroppo, fa ancora fatica a smarcarsi dall’aura di un’epoca che sembra ormai lontana. Se per alcuni la ricostruzione della pianura padana, con i suoi ambienti rustici, è un omaggio sentito al Verdi del cuore, per altri l’operazione sa di “già visto” e soffre della rigidità di un approccio quasi antiquato, privo di quel vigore innovativo che ci si aspetterebbe da una produzione moderna. Forse è giusto ricordare che il teatro vive di tradizioni, ma è anche altrettanto vero che talvolta è necessario andare oltre, senza rincorrere la nostalgia. E qui, l’ombra della “regia padana” appare come un po’ stantia, come un vecchio cappello che non riesce a rimanere in testa. Ambrogio Maestri, nei panni di Falstaff, rappresenta una certezza.

ph-Brescia-e-Amisano-©Teatro-alla-Scala

Ma, sebbene l’esperienza non gli manchi, la sua vocalità stavolta sembra meno incisiva, come se la sua immagine sonora fosse più affaticata, soprattutto nelle note acute, che risultano un po’ in affanno. La sua presenza scenica, comunque, rimane carismatica, ma il Falstaff che una volta ci faceva ridere ora sembra più un vecchio comico che fa fatica a trovare il battuto giusto. Al fianco di Maestri, il cast non delude: Luca Micheletti, come Ford, offre un’interpretazione vigorosa e sfaccettata, conquistando il pubblico con un perfetto equilibrio tra eleganza e intensità. Marianna Pizzolato, con la sua voce vellutata e la presenza scenica brillante, da vita a una Miss Quickly ironica e raffinata, perfetta nel gioco di complicità con gli altri personaggi. Buone anche le prove di Rosa Feola (Alice Ford), forse troppo luminosa ma incisiva, di Rosalia Cid (Nannetta) e Juan Francisco Gatell (Fenton), coppia di innamorati delicata e poetica. Sul podio, Daniele Gatti dirige con straordinaria freschezza, esaltando la ricchezza timbrica dell’orchestra e sottolineando con sapienza tanto il brio comico quanto le delicate ombre malinconiche.

Verona, Teatro Filarmonico, Falstaff, EnneviFoto

Se il Falstaff di Verdi è un gioco di sottili contrasti, quello di Salieri è più una danza elegante e precisa, che non ha paura di tuffarsi nel brio. La produzione del Teatro Filarmonico di Verona si distingue per l’uso di una scenografia rococò che sembra la cartolina di una Venezia opulenta e briosa. Il regista Paolo Valerio fa un buon lavoro nell’introdurre elementi di mimo che danno vita alla messa in scena, una buona “rilettura” della tradizione. Giulio Mastrototaro nel ruolo di Falstaff è impeccabile. La sua vocalità robusta e il suo umorismo naturale lo rendono una figura simpatica e credibile, perfetta per il ruolo. Gli altri interpreti, come Gilda Fiume nei panni di Mrs. Ford e Marco Ciaponi come Mr. Ford e Michele Patti, come Mr. Slender, con la sua consorte Laura Verrecchia arricchiscono la produzione, portando una buona dose di energia. La direzione di Francesco Ommassini è chiara e vivace, senza però mai tradire la raffinatezza che contraddistingue Salieri.

Verona, Teatro Filarmonico, Falstaff EnneviFoto

Questi due Falstaff ci ricordano che, seppur sotto il velo della comicità, il personaggio è tragicamente umano, ma lo fanno in modi diversi. Quella di Verdi è una finezza tragica che si cela sotto un’apparente leggerezza, mentre Salieri opta per una scrittura più lucida e stilisticamente brillante. La risata diventa anche una metafora di fragilità, e il vecchio Falstaff, in tutte le sue forme, riesce a rimanere in scena più di quanto ci aspetteremmo, come un eterno discepolo dell’arte che non smette mai di insegnarci qualcosa, anche quando inciampa.

Alessandro Arnoldo

Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali diplomandosi in direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Daniele Agiman. Ha arricchito la sua formazione partecipando a corsi e masterclass con Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena ed Ernesto Palacio all’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda. Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca. La sua interpretazione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saëns è stata inclusa nel percorso didattico “è musica per tutti”, libro di testo e DVD pubblicato da Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia. Direttore Artistico della Fondazione Filarmonica Trento e direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento é, inoltre, giornalista pubblicista, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista di informazione culturale ArtesNews, ideatore e autore della rubrica settimanale Rondò per il Quotidiano L’ Adige e collabora da diversi anni con TEDxTrento e con il centro EURAC Research di Bolzano.

Recent Posts

Spoleto. Teatro Caio Melisso. La Cantatrice Calva di Luciano Chailly, ossia, il teatro dell’assurdo

Spoleto (Pg), Teatro Caio Melisso, 4 settembre 2026 ore 20.30 80a Stragione Teatro Sperimentale A.…

2 ore ago

Milano. BAM. «Questa musica mi innamora». Čajkovskij alla Biblioteca degli Alberi

Milano | BAM. Biblioteca degli Alberi Milano | Back to the City Concert | 10…

17 ore ago

Merano, Kursaal. Il potere d’attrazione del pianoforte di Yuja Wang

Merano - Kursaal , lunedì, 07.09.2026, ore 20:30 Südtirol festival Merano/Merano 2026 Mahler Chamber Orchestra Teddy…

18 ore ago

Verona. Teatro Filarmonico. Gatti e la Staatskapelle Dresden aprono il Settembre dell’Accademia con la “Tragica” di Mahler

Teatro Filarmonico di Verona IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2026 XXXV festival internazionale di musica Martedì 8…

2 giorni ago

Bayreuth. Festspiel 2026. Il Rienzi ritrovato

Festival di Bayreuth,  dal 26 luglio al 26 agosto 2026, ore 16 (recensione spettacolo del…

3 giorni ago

Parigi. La scena teatrale nella Ville Lumière. La rilettura di Kafka al Thèàtre Essaion

di Maria Pia Tolu APRES MIDI, PISCINE, AU THÉÂTRE ESSAION. TRATTO DA SETTE RACCONTI DI…

1 settimana ago