Recensioni

Verona. Arena Opera Festival: Enkhbat Nabucco da Standing Ovation

Arena di Verona, 26 giugno 2026
Nabucco, Dramma lirico in quattro parti su libretto di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi

Nabucco Amartuvshin Enkhbat
Ismaele Galeano Salas
Zaccaria Roberto Tagliavini
Abigaille Maria José Siri
Fenena Annalisa Stroppa
Il Gran Sacerdote di Belo Nicolò Ceriani
Abdallo Carlo Bosi
Anna Elisabetta Zizzo

mostbet

Regia, scene, costumi, luci, coreografia Stefano Poda
Direttore Michele Spotti
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici Fondazione Arena di Verona
Maestro del Coro Roberto Gabbiani

In un’Arena sempre più calda procedono le date del fitto cartellone dell’Opera Festival. Dopo Traviata e Aida è il turno, venerdì 26 giugno, della Prima di Nabucco, terzo titolo verdiano in programma. Sarà Bohème, venerdì prossimo, ad interrompere la tendenza monografica di questo avvio di stagione.
A trionfare è decisamente Amartuvshin Enkhbat. Il baritono, ben navigato nel ruolo del titolo, mette in scena un personaggio di carattere, forte della solita, profonda presenza vocale e capace di muoversi con disinvoltura tra le pagine di un ruolo sfaccettato. Tecnica, timbro, intensità e musicalità lo confermano un Nabucco di eccezionale livello, e l’acclamazione del numerosissimo pubblico non tarda a premiarne l’unicità.

Nabucco – Ennevi Foto

Abigaille è Maria José Siri, anch’essa sul palco pochi giorni fa nei panni di Aida. L’esperienza e la conoscenza del ruolo sono indubbie, ma a differenza della settimana scorsa va constatato un certo senso di affaticamento. Sensazione che va via via a diminuire, ma senza permettere al soprano di distinguersi per la prova vocale. Il personaggio è realizzato con decisa intenzione teatrale, ma qualcosa – forse il caldo, compromette in parte l’esito della prova.
Ottima la performance di Galeano Salas, nei panni di un Ismaele chiaro, preciso e ben realizzato sul piano scenico. Al suo fianco la Fenena di Annalisa Stroppa, corretta nella lettura musicale e ben calata nel ruolo.
Si distingue il grave Zaccaria di Roberto Tagliavini, di timbro scuro ma rotondo, generoso nel volume, autorevole nel canto quanto nella presenza scenica. Di certo uno dei personaggi meglio riusciti della serata.
Bene il Gran Sacerdote di Nicolò Ceriani, così come l’Abdallo di Carlo Bosi e la Anna di Elisabetta Zizzo.

Nabucco – Ennevi Foto

Dal podio, Michele Spotti sceglie un’impronta particolarmente celere, specie nel primo atto, e pare tendenzialmente incline all’esaltazione dei momenti più concitati. Ciò non significa penalizzare i tratti più riflessivi della partitura, che vengono affrontati con la dovuta musicalità. Fa piacere notare nuovamente, tra le caratteristiche del giovane direttore, una particolare attenzione al palco, alle voci, al coro.
Bello il suono dell’Orchestra della Fondazione Arena, coeso e preciso, che pare arrivare in maniera eccezionalmente sonora e scandita. Molto bene il Coro della Fondazione, determinato e agguerrito (nonostante i costumi poco compatibili con la temperatura in Arena) e come sempre magico in un Va, pensiero da bis.
L’allestimento è il modernissimo led-show di Stefano Poda. Assistendovi a così poca distanza dalla “sorella” Aida (in scena una settimana fa e raccontata a questo link), più che di analogia stilistica viene spontaneo parlare di duplicazione di concetti, spazi, idee, tecnologie. Con la differenza che questo Nabucco risulta meno di effetto (non solo per il fattore del “già visto”), a tratti più ripetitivo, e maggiormente disturbato dal baccano di scena, causato non solo dal pestare delle scarpe sul pavimento e dai movimenti meccanici della scenografia, ma anche da spade e fruste orchestrate, rumorosissime, quasi a tempo. L’esito è quasi trionfale: un’Arena quasi sold-out premia tutti con particolare generosità, applaudendo maestranze e solisti con particolare acclamazione di Enkhbat.

Nabucco – Ennevi Foto
Nabucco – Ennevi Foto
Nabucco – Ennevi Foto
Nicola Fiorello

Di professione ingegnere, è appassionato di musica colta e - in particolare - d'Opera. Ha frequentato corsi preaccademici e del vecchio ordinamento presso il conservatorio di Trento e Riva del Garda, dove si è avvicinato allo studio del pianoforte e della composizione. Ha seguito corsi e masterclass di perfezionamento pianistico, composizione, direzione d'orchestra e di coro, vocalità e musica elettronica, presso conservatori e scuole private. Si è inoltre esibito in concerti e concorsi, ed ha partecipato come relatore a conferenze e lezioni-concerto.

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