di Maria Pia Tolu
TRATTO DAL DE RERUM NATURA DI VIRGILIO CON STANISLAS NORDEY E LA REGIA DI CHRISTOPHE PERTON

D’après De rerum natura de Lucrèce (2 100 ans AV – JC). Traduction Marie NDiaye et Christophe Perton. Avec la collaboration d’Alain Gluckstein
Adaptation, mise en scène et scénographie Christophe Perton
Avec Stanislas Nordey
Musiques composées par Maurice Marius et Emmanuel Jessua, lumières Eric Soyer, vidéo Baptiste Klein, costume Ninon Le Chevalier, photographies vidéo Smith, régie générale Corentin Nagler, décor réalisé par les Ateliers Paradis à Montreuil
Texte publié aux Éditions Acte-Sud Papiers 2025
Compagnie Scènes & Cités et TNS – Théâtre National de Strasbourg

É un magnifico monologo di uno dei più grandi artisti francesi, da tempo sulle scene, dall’aspetto giovane e provvisto di un carisma incredibile. É Stanilas Nordey. Lo si ricorda ai suoi debutti al Théâtre de Saint Denis quando mise in scena Pylade di Pier Paolo Pasolini agli inizi degli anni novanta. Con grande naturale prestante dominio dello spazio scenico. Scegliendo dei testi nuovi o poco recitati in Francia del grande autore italiano. L’artista non é molto cambiato fisicamente ma nel frattempo ha accumulato esperienze importanti. É stato Direttore del Théâtre National de Strasbourg, ha recitato coi più grandi registi come Pascal Rambert, Stéphane Braunswiaig per esempio. Ed é divenuto recentemente editore e si ripromette di riportare alla memoria un grande autore di teatro forse non troppo valorizzato ultimamente, Didier- Georges Gabily. Molte frecce al suo arco ha quest’uomo sensibile e che sa il fatto suo. Qui sulla scena del Théâtre des Halles ha presentato una riduzione del De Rerum Natura di Lucrezio, un’affascinante spettacolo in cui ci parlera del cosmo, della Natura e degli uomini e delle cose del modo Entra in scena, appare come una sorta di personaggio mitico con l’autorità vagamente aspra di un dio corrucciato Nella prima parte avrà questo tono importante che richiama al rispetto della Natura, si dilungherá sull’importanza dell’atomo. Percorre interpellandoci dal disco grigio che poi trascolora in viola ametista che é posto al centro del palco. Poi arriverá in un secondo momento a parlare della creazione.

Cambia tono, i tratti del suo volto si distendono spesso in un sorriso. Racconta come con precisione una creatura superiore decise di porre in un lato dello spazio dei pianeti in un altro le foreste in un altro gli oceani trasparenti, i cieli e i deserti. Parla delle erbe che crescono follemente, del vigore e della buona salute. Di come l’universo si espande davanti ai suoi occhi; delle tenebre e del sole. Di come gli atomi si scontrino con altri atomi o si uniscano generando altri corpi celesti Di come le specie diverse si formino sulla terra. Evoca le angosce dei primi uomini e arriva a narrare della paura della morte, dei combattimenti ciechi ,di globi e di cieli stellati che passano davanti ai nostri occhi. Poi ecco gli stati d’animo: l”orgoglio per esempio che può essere distante dalle tenebre come dalla luce .Pare che Virgilio abbia anticipato non solo Giordano Bruno e Sandro Botticelli, ma anche Galileo Galilei che di caos e di ordine se ne intendeva non poco. Grande meritato successo. Da vedere assolutamente. Fino al 25 luglio

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