Mantova 29/05/2025
La tredicesima edizione del Festival Trame Sonore 2025 – The Sound of Mantova si è aperta giovedì 29 maggio con una vibrante offerta culturale che ha mostrato da subito la profondità e la qualità di questa rassegna, caratterizzata da un intreccio di tradizione, riflessione e sguardo verso il futuro. Questo festival, che dal 29 maggio al 2 giugno anima la città di Mantova con ben 150 eventi e oltre 300 artisti internazionali, è guidato quest’anno da dodici trame tematiche che si snodano tra musica barocca, repertori classici e contemporanei, educazione e innovazione. Tra queste si segnalano “Fiumi Barocchi”, “Casa Mozart”, “L’Eco di Monteverdi”, “Wunderkammer” e “Looking Forward”, un percorso che si propone di far dialogare il patrimonio storico con le nuove generazioni di musicisti e compositori. Il festival non è solo un susseguirsi di concerti ma una vera e propria esperienza immersiva che vede la città trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto, con eventi nei luoghi più suggestivi e raccolti di Mantova, e incontri che aprono al confronto e alla riflessione.
Biblioteca Teresiana ore 15.30
Le società concertistiche ieri, oggi e domani
A cura di Filippo Cavazzoni, Angelo Foletto, Luisella Molina
Partecipano Martha Friel [Università IULM], Paolo Arcà [Società del Quartetto di Milano], Giacomo Gentile [Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma], Antonio Valentino [Unione Musicale di Torino]
In collaborazione con Istituto Bruno Leoni e Università IULM
La giornata è iniziata nel pomeriggio alla Biblioteca Teresiana con il primo incontro dal titolo Le società concertistiche ieri, oggi e domani, coordinato da Angelo Foletto, tra gli intellettuali più attenti del panorama musicale italiano. L’appuntamento ha visto la partecipazione di Martha Friel, docente all’Università IULM, Paolo Arcà della Società del Quartetto di Milano, Giacomo Gentile dell’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma e Antonio Valentino dell’Unione Musicale di Torino. Questo panel ha rappresentato un confronto aperto che ha messo in luce il ruolo cruciale delle società concertistiche come veri e propri motori culturali, capaci di innovare senza rinunciare alle proprie radici storiche. Si è parlato del rapporto tra tradizione e innovazione, dell’importanza di costruire una comunità musicale vivace e inclusiva e delle sfide che attendono questi enti nella contemporaneità, tra nuove forme di comunicazione e il necessario radicamento nel territorio.
A seguire, sempre nella cornice della Biblioteca Teresiana, si è tenuto il secondo incontro,
Oltre l’immediato. La musica da camera guarda al futuro. A dialogare sono stati i musicisti Giovanni Bietti, apprezzato compositore e divulgatore, insieme ai componenti di tre ensemble da camera: il Quartetto Noûs, il Quartetto Guadagnini e il Trio Kanon. I giovani musicisti hanno offerto una testimonianza concreta e ispirante di come sia possibile costruire un dialogo fertile tra gruppi diversi, fondato su una competizione sana e una collaborazione sincera. Hanno sottolineato l’importanza di non abbassare mai l’asticella della qualità nelle proposte rivolte al pubblico, presentando così un vero e proprio manifesto culturale in cui l’eccellenza artistica si unisce all’apertura e al confronto. Questa visione dinamica e inclusiva ha confermato il ruolo centrale della musica da camera come terreno di innovazione e dialogo generazionale. In prospettiva, sarebbe molto interessante che nelle prossime edizioni del festival si creasse un momento di confronto diretto tra questi giovani musicisti e i direttori artistici delle società concertistiche presenti al primo incontro, unendo i due tavoli per far dialogare in modo più integrato esperienze, visioni e strategie artistiche.

La serata si è quindi aperta a Palazzo Ducale con il primo concerto, un appuntamento attesissimo che ha visto protagonista l’Artist in Residence Alexander Lonquich al pianoforte, accompagnato da un quartetto di altissimo livello formato da Giovanni Guzzo e Mirijam Contzen ai violini, William Coleman alla viola e Enrico Bronzi al violoncello. Il programma ha proposto il Quintetto per pianoforte e archi n. 2 in la maggiore op. 81 di Antonín Dvořák, una composizione del 1887 che sembra rappresentare il senso del festival in un equilibrio perfetto tra lirismo struggente e vitalità ritmica ispirata al folklore slavo. La performance è stata caratterizzata da un’intesa e una precisione straordinarie, ogni musicista ha portato al pubblico una propria sensibilità. Al termine, una lunga e calorosa ovazione ha accompagnato i musicisti fuori dal palco, sottolineando la qualità e l’emozione di questa prima prova musicale del festival.

La serata si è conclusa al Teatro Bibiena con il secondo concerto, affidato all’Orchestra da Camera di Mantova sotto la direzione di Federico Maria Sardelli e Ian Bostridge, tenore.
In programma: G. F. Händel (1685-1759) Semele HWV 58 – Aria. Where’re you walk
W. A. Mozart (1756-1781) Don Giovanni K 527 – Aria. Dalla sua pace
F. J. Haydn (1732-1809) Sinfonia n. 49 in fa minore “La passione” Hob. I:49
W. A. Mozart Idomeneo K 366 – Aria. Fuor del mar
Il percorso musicale ha offerto (dopo un piccolo intoppo tecnico) un percorso intenso, che ha visto il tenore Ian Bostridge confrontarsi con alcune delle arie più rappresentative del repertorio barocco e classico, come “Where’re you walk” da Semele di Händel e “Dalla sua pace” da Don Giovanni di Mozart. La Sinfonia n. 49 “La passione” di Haydn ha aggiunto un ulteriore livello di profondità emotiva, evocando con le sue atmosfere cupe e intense una dimensione interiore di grande impatto. L’ottima direzione di Sardelli, attenta alla prassi esecutiva storicamente informata, ha valorizzato le sfumature dell’orchestra e la vocalità di Bostridge, rendendo il concerto un’esperienza raffinata e memorabile. Anche qui, sentiti e prolungati gli applausi finali del pubblico che ha riempito il delizioso teatro.
Questa prima giornata ha dunque incarnato perfettamente lo spirito del Festival, capace di coniugare incontri di riflessione, musica di alta qualità e un’attenzione costante al dialogo tra passato, presente e futuro. Le prime quattro tappe di questa giornata di apertura sono state un assaggio di quanto di buono la musica classica e da camera possa offrire oggi, confermando Trame Sonore come un punto di riferimento imprescindibile nel panorama musicale europeo.






