di Paolo De Leo
C’è una sola bandiera italiana quest’anno tra i progetti selezionati da Biennale College Cinema, il programma della Biennale di Venezia dedicato ai lungometraggi indipendenti a basso budget. Ed è quella di Demetra in Esilio, il nuovo film scritto e diretto da Maria Giovanna Cicciari, prodotto da Raffaella Pontarelli per Amarena Film, che debutterà in anteprima mondiale all’83^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Un traguardo che vale doppio: non solo l’ingresso in uno dei laboratori di alta formazione cinematografica più prestigiosi al mondo, nato nel 2012 in occasione della Mostra del Cinema, ma anche il titolo di unico rappresentante italiano nella quattordicesima edizione (2025/2026) del programma, aperto a filmmaker provenienti da ogni parte del globo. Un riconoscimento che porta con sé anche un sostegno concreto: il film, realizzato con un budget contenuto, ha potuto contare su un grant della Biennale da 200mila euro.
Al centro del progetto c’è una rilettura contemporanea del mito di Demetra e Persefone, trasportato in una Milano d’estate, svuotata dal caldo e sospesa in un’atmosfera quasi immobile. La storia segue Lia e sua madre Daria: quest’ultima vive ormai reclusa nel proprio appartamento, tra le mura del quale ha costruito un piccolo, fragile ecosistema fatto di piante. Lia, dal canto suo, divide le giornate tra l’assistenza alla madre, le commissioni quotidiane e un progetto artistico che rielabora proprio il mito greco a cui il film si ispira. Sono le immagini che gira per la città, quasi un diario visivo, a condurla poco alla volta verso la consapevolezza del proprio destino.
A ispirare la regista, oltre al mito classico, sono state anche le suggestioni letterarie di Heinrich Heine e del suo Gli dei in esilio. Il risultato è un racconto che trasforma il ciclo mitologico in un loop quotidiano: le giornate di Lia, scandite dalla cura della madre, si ripetono con variazioni minime, lasciando affiorare un disfacimento emotivo progressivo che sembra condurre verso un epilogo ineluttabile. Al centro di tutto resta il desiderio di emancipazione di Lia, motore invisibile ma costante della narrazione. A dare corpo ai protagonisti sono Ioana-Miruna Drajneanu, Roberta Rovelli e Michele Di Stefano. Dietro la macchina da presa, insieme alla regista e sceneggiatrice Cicciari, una squadra tutta da segnalare: la fotografia è firmata da Alessandro Abate, il montaggio da Valentina Andreoli, scenografia e costumi da Elisa Gelmi, il suono da Lorenzo Dal Ri. Le musiche originali portano la firma di Santiago Rivas Bao ed Eva Rivas Bao, mentre il make-up è curato da Camilla Chierici. La postproduzione è affidata a START, con Luca Legnani come organizzatore di produzione, e il supporto tecnico di Movie People e Sub-ti.

Maria Giovanna Cicciari
Regista attiva tra Milano e i festival internazionali, Cicciari ha già portato il proprio cinema sperimentale in rassegne come la Settimana Internazionale della Critica della Mostra di Venezia e l’International Film Festival Rotterdam. Oltre al lavoro autoriale, sviluppa progetti di fiction e una serie televisiva sostenuta dal Fondo per la Sceneggiatura del Ministero della Cultura, e insegna discipline audiovisive presso l’Istituto Albe e Lica Steiner di Milano. Tra i suoi titoli precedenti figurano Hyperion (2014), Atlante 1783 (2016) e L’Ambasciatore, la Danzatrice e il Vulcano (2025).
A produrre Demetra in Esilio è Amarena Film, società indipendente guidata da Raffaella Pontarelli — produttrice e sales agent, alumna di TFL Feature Lab e BDC Discoveries — con una missione dichiarata: scoprire e sostenere talenti creativi capaci di coniugare originalità, valore culturale e respiro internazionale. Un percorso che negli ultimi anni ha portato la società a muoversi con costanza tra i festival più rilevanti del circuito documentario e indipendente, da Visions du Réel a Hot Docs, da IDFA a Molodist.
Nel suo catalogo recente figurano anche Tempo d’attesa di Claudia Brignone, premiato al Torino Film Festival con il Premio Speciale della Giuria; Il Ponte di Giacomo Bendotti, in concorso a Clermont-Ferrand e ad Alice nella Città 2025; Wigs di Susanna Della Sala; e Where I End and You Begin di David Power, ancora in post-produzione ma già vincitore del BDC Discoveries Award.
Con Demetra in Esilio, Amarena Film porta dunque al Lido non solo un film, ma la testimonianza di un modo di produrre che scommette su autrici e autori emergenti — e quest’anno lo fa da sola, come unica voce italiana in uno dei programmi più selettivi della Mostra.






