di Paolo De Leo
Sei anni non sono un caso. Sono un percorso costruito con ostinazione, una dichiarazione d’intenti, un’abitudine all’incanto. Dal 2021 Visionnaire torna a trasformare il Museo-FRaC Baronissi in un crocevia di linguaggi, storie e sguardi sul presente. La sesta edizione, Visionnaire26, si svolgerà sulla suggestiva Terrazza degli Aranci con un programma a ingresso libero che intreccia cinema, musica, teatro, libri e dibattito.
Il tema scelto per quest’anno è “L’Audacia degli Inizi”: non soltanto il momento da cui tutto prende avvio, ma il coraggio necessario per generarlo. Un’indagine sulle radici della creatività attraverso le vite e le opere di chi ha saputo rompere gli schemi, nella cultura italiana e internazionale.
A guidare il festival è ancora una volta l’attore Andrea Avagliano, direttore artistico di un cartellone pensato come un racconto corale. L’organizzazione è dell’Associazione Tutti Suonati, in sinergia con il Museo-FRaC Baronissi, diretto da Pasquale Ruocco, con il patrocinio del Comune di Baronissi, il patrocinio morale dell’Associazione Roberto Rossellini e il contributo della Film Commission Regione Campania.

«Audaci e liberi»: due parole che hanno il peso di un manifesto. Avagliano racconta così la genesi del tema: «Prende spunto dal discorso del Presidente Mattarella ai David di Donatello. Visionnaire26 vuole esplorare quello slancio che è il motore di ogni rivoluzione umana e artistica. Non stiamo celebrando il passato: stiamo imparando a guardare al futuro con gli occhi di chi non ha paura di iniziare».
La crescita del festival coincide con un legame sempre più profondo con il territorio. Per Pasquale Ruocco, Visionnaire è ormai «uno dei momenti più alti» della programmazione del FRaC e conferma la vocazione del museo come spazio aperto al dialogo tra le arti contemporanee. Cinema, documentario, musica e teatro trovano a Baronissi un terreno fertile per incontrarsi e confrontarsi: un laboratorio permanente di sperimentazione, condivisione e crescita culturale.
È proprio questo dialogo tra immagini e scena a rappresentare il cuore della rassegna. Il cinema osserva il teatro mentre nasce, ne racconta la fatica, la memoria e il rito collettivo; il teatro, a sua volta, restituisce al cinema la forza della parola, della presenza e dell’incontro diretto con il pubblico. In questa prospettiva, Visionnaire non propone semplicemente una sequenza di appuntamenti, ma costruisce un unico percorso tra visioni, corpi, voci e idee.
Alessandro Rossellini, testimone del festival fin dalla prima edizione, sottolinea il valore di una manifestazione capace di portare la cultura là dove è più difficile farla arrivare: «È stato l’amore per questo territorio, l’incontro con persone speciali e la convinzione che la cultura vada condivisa a tenermi ancorato a Baronissi». Da qui il sostegno morale della famiglia Rossellini e la volontà di continuare a crescere insieme a Visionnaire.

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Il programma: sei appuntamenti tra film, libri e palcoscenico
Sabato 22 agosto, ore 20.30 — Cinema e libri
Il festival si apre con Pappi Corsicato, al quale sarà conferito il Premio Visionnaire26 alla carriera. Il regista dialogherà con Alessandro Rossellini e Mariangela Palmieri a partire da Vipere (Mondadori), il suo debutto narrativo: un romanzo in cui passione, desiderio e ambizione si intrecciano alle zone d’ombra del cuore e del palcoscenico. Nel corso della serata sarà proiettato anche Libera, il film a episodi con cui Corsicato esordì nel 1993, presentato al Festival di Berlino nella sezione Forum e premiato in Italia con Nastro d’Argento, Grolla d’Oro, Globo d’oro della Stampa Estera e Ciak d’Oro come miglior opera prima. Sullo sfondo di una Napoli caotica e magnetica, tre donne affrontano tradimenti, scandali e segreti, in un intreccio di ironia, desiderio e rivalsa.

Venerdì 28 agosto, ore 20.30 — Premio Oscar al museo
È dedicata al documentario * Mr. Nobody Against Putin * di David Borenstein e Pavel Talankin la seconda serata della rassegna. Il film, premiato al Sundance Film Festival 2025, ai BAFTA 2026 e agli Academy Awards 2026, sarà presentato dal regista Pavel Talankin, in dialogo con Rino Sciarretta ed Erminia Pellecchia.
Talankin, insegnante amato dai suoi studenti, usa la videocamera della scuola per documentare la trasformazione dell’educazione russa in strumento di propaganda dopo l’invasione dell’Ucraina. Quella che nasce come testimonianza privata diventa un atto di resistenza e conduce il protagonista a una scelta radicale: lasciare il proprio Paese per portare quelle immagini al mondo.

Giovedì 10 settembre, ore 20.30 — Cinema al museo
Raffaele Rago presenterà * La commedia non esiste. Salemme prova Eduardo *, documentario dedicato al confronto tra Vincenzo Salemme e Natale in casa Cupiello. In dialogo con Gino Aveta, il regista racconterà un film che guarda al teatro come rito collettivo e segue il lavoro della compagnia nel delicato equilibrio tra fedeltà e libertà, memoria e nuova vita.
La serata ospiterà anche la restituzione dei cortometraggi realizzati dai partecipanti alla terza edizione della Sanza Summer School, in collaborazione con DISPAC. Cinema e formazione si incontrano così in un’esperienza concreta, capace di trasformare i giovani partecipanti in autori e osservatori del proprio territorio.

Sabato 19 settembre, ore 20.30 — Cinema al museo
Sarà quindi la volta di * Roberto Rossellini – Più di una vita *, diretto da Ilaria De Laurentis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, vincitore del David di Donatello 2026 per il miglior documentario e del Nastro d’Argento 2026 nella sezione Documentario d’Argento.
Ospiti Raffaele Brunetti e Alessandro Rossellini, in dialogo con Gabriele Bojano. Il film racconta la rinascita del regista più discusso del cinema italiano: a cinquant’anni Rossellini fa testamento, parte per l’India con cento chili di spaghetti nel bagaglio e inaugura una nuova stagione, attratto dalla conoscenza e dalla televisione nascente. Una rivoluzione personale che diventa anche una riflessione sul futuro del cinema.

18, 19 e 20 settembre — Visionnaire Lab
Con “Baronissi, ciak si gira!”, laboratorio audiovisivo curato da Francesco Cerrone, il festival entra direttamente nel territorio. Attraverso incontri interattivi, i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta del linguaggio cinematografico con l’obiettivo di realizzare un breve prodotto audiovisivo dedicato al patrimonio artistico e culturale del Comune di Baronissi.

Venerdì 25 settembre, ore 20.30 — Teatro
A chiudere il programma sarà “Rileggere Annibale Ruccello”, un omaggio al grande drammaturgo a quarant’anni dalla scomparsa. Giulio Baffi, critico teatrale, Ivano Bruner, voce recitante, e Andrea Avagliano, al pianoforte, guideranno il pubblico tra le pagine delle opere più importanti di Ruccello, arricchite dai ricordi e dalle testimonianze di chi ha vissuto da vicino le sue storiche messinscene.
Visionnaire26 non è soltanto un festival. È il luogo in cui l’audacia diventa spettacolo, la memoria si trasforma in materia viva e il pensiero diventa comunità.

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Federica Fanizza
Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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