SABATO 4 GIUGNO 2022
Pieve di Ledro, Chiesa Parrocchiale, ore 18
DOMENICA 5 GIUGNO
Trento, Chiesa San Francesco Saverio, ore 20,30
CORO FILARMONICO TRENTINO
Mauro Brusaferri, organo
Sandro Filippi, direttore
IN RICORDO DI LUCIANO CHAILLY nel 20° della morte
Programma
L. da Viadana: O sacrum convivium -Sicut ovis
A. Gabrieli: Maria Magdalene
R. Dionisi: Missa brevis
Justorum animae
Huic ergo parce Deus
C. Monteverdi: Adoramus te – Cantate Domino
B. Bettinelli: Ave verum – O Jesu dolce
A. Bruckner: Ave Maria
M. Reger: Wir glauben an einen Gott
L. Chailly: Messa del popolo per due cori alterni
(popolo e cantoria) ed organo di sostegno*
* prima esecuzione assoluta
In collaborazione con Itinerari organistici tridentini

Un territorio sia pur geograficamente marginale e periferico ai grandi eventi cultura, si scopre pieno di orgoglio civico quando diventa palcoscenico di una prima esecuzione assoluta, di una composizione di musica classica e per giunta sacra. In questo modo scopre che la marginalità diventa una risorsa quando questa permette accoglienza e risposo alle anime creative.
Questa è stata l’essenzia della proposta del Festival regionale di Musica Sacra 2022 che riunisce sotto un unico e mutrito programma, da più di 50 anni, le esperienze musicali e associative che si dedicano al repertorio sacro delle due provincie di Trento e Bolzano, e ancor di più riuscire a mettere assieme in tre sedi alquanto distinte tra loro, Pieve di Ledro, Trento. Rovereto e Vipiteno, programmi articolati ma incentrati su un omaggio al compositore Luciano Chailly (1920-2002) per i vent’anni dalla sua scomparsa. Ci si potrebbe chiedere che cosa c’entri un compositore e animatore della vita culturalee  musicale italialiana del dopoguerra di solide radicii milanesi, (fu direttore artistico del Teatro alla Scala tra gli anni ’60 e inizio ’70 sotto la Sovrintendenza di Antonio Ghirindelli e Paolo Grassi) con un territorio che si dice perifericoalle grandi direttrici di comunicazione ma alla fine fortemente caratterizzato da una cultura musicale polifonica e strumentale su base volontaria.
Sono le vicende stesse personali di Luciano Chailly che lo portarono ad avere profondi legami affettivi con la Valle di Ledro, una valle incastrata attorno al suo Lago, tra le prealpi bresciani e gli antemurali dell’Adamello, lui attratto dalle montagne trentine, tanto da condividere questa esperienza con Dino Buzzati, e a trovare ultimo rifugio proprio a Pieve di Ledro, dove Cecilia conserva la casa. In questa casa vi era depositato una parte dell’archivio musicale del compositore, musiche che traevano ispirazione da questa terra quieta e laboriosa, archivio che è stato depositato presso l’Archivio Provinciale di Trento, ordinato e catalogato. In questo modo sono riemersi alcuni manoscritti musicali inediti. Tra queste, la Messa del popolo per due cori alterni(popolo e cantoria) ed organo di sostegno che insieme alla Missa Papae Pauli (in onore di Papa Paolo VI) costituiscono il contributo del compositore alla riforma della musica liturgica conseguente al Conciclio Vaticano II.

Il concerto a Pieve di Ledro (replicato il giorno seguente a Trento nell’ambito della stessa rassegna musicale) ha dato quindi modo di ascoltare una prima esecuzione assoluta di un progetto di musica sacra che nelle intenzioni doveva semplificare l’esecuzione corale liturgica pur conservando lo stile polifonico e contrappuntistico, adottando la lingua volgare, e di facile accessibilità all’esecuzione.

Il programma destinato a Pieve di Ledro era strutturato in mariera propedeutica all’ascolto della composizone di Luciano Chailly, in un formativo intreccio tra compositori rinascimentali e quelli della seconda metà del Novecento italiano con una incursione sulla scrittura del sacro musicale del repertorio tardo romantico tedesco. Si è trattato di un percorso, ben percepibile, di come si sia evoluta la musica corale sacra in 500 anni di storia. Le note di programma redatte da Alberto Delama,  vice presidente del festival di Musica Sacra, sono state ricche di informazioni sulle fonti e le motivazioni della composione del programma che comprendeva brevi composizoni liturgiche e sacre di Monteverdi, Viadana, Gabrielli che idealmente si collegavano per materiale spirituale e ispirazione liturgica alle composizoni di Renato Dionisi, Bruno Bettinelli, contemporanei di Chailly mentre mondo musicale germanico tardo romantico si filtra nell’Ave Maria di Anton Bruckner mentre l’austerità dei corali si proietta nella composizione di Max Reger.
 In questa modo la composione della Messa del popolo di Chailly, con la sua struttura tipica della liturgia cattolica definisce una nuova visione musicale comunitaria. La tradizione polifonica della messa cantata si ristruttura con una struttura a due cori alternati con modi di esplicazione differenti: la proposta in italiano dove il coro si presenta con una linea melodia all’unisono molto essenziale nella linea del canto, a cui gli fa da contrasto la seconda modalità che conserva la forma della polifonia tradizionale antica in latino. Ne deriva una forma di contrasto tra due concezioni di intendere la comunità ecclesiale, ma alla fine questi due mondi comunitari convergono nelle ultime frasi dell’Agnus dei, dove sull’invocazone finale alla “pace” convergono all’unisono con le rispettive desinenze (dona nobis pacem=dona a noi la pace). e tutto ritrova il senso del sacro e dell’universilità della comunità ecclesiale.
La competenza del Coro Filarmonico Trentino diretto da Sandro Filippi, con l’accompagnamento all’organo di Marco Brusaferri per il progetto Itinerari Organistici Trentini, hanno permesso la realizzazione di questa preziosità musicale. Piena di pubblico la chiesa parrocchiale di Pieve di Ledro con presenti le autorità locali e Cecilia Chailly, in rappresentanza della famiglia, che ha voluto, a questa valle, fare un degno omaggio musicale, ricordando il padre Luciano che riposa nella tranquillità del vicino cimitero, con il rispetto dei suoi estimatori e con gli affetti che legano la sua famiglia a questa terra.

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Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013) e Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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