74° Ravello Festival
Ravello, Venerdì 10 luglio Piazza Duomo ore 20
Premiato Concerto Bandistico “Città di Minori”
direttore Gioacchino Mansi
Storico Gran Complesso Bandistico
“Città di Salerno”
direttore Rosario Barbarulo
Complesso Bandistico “Città di Sorrento”
direttore Giuseppe Maresca
Gran Concerto Bandistico “Città di Fisciano”
direttore Angelo Decarluccio
Associazione “Scuola e Banda Musicale
Città di Montecorvino Rovella”
direttrice Gabriella Fasulo
coordinamento scenico Manuel Renga
direzione musicale Luca Francesconi
Luca Francesconi, Fresco,
per cinque orchestre nello spazio
Ravello, Sabato 11 luglio San Giovanni del Toro ore 18
I Fiati dell’Orchestra Sinfonica di Milano
direttore Luca Francesconi
Luca Francesconi, Risonanze d’Orfeo
ph.©Ravello Festival
Wagner giunse a Ravello nel maggio del 1880 da un soggiorno a Napoli e ad Amalfi. Qualche giorno dopo il maestro scrive al Re Luigi II di Baviera una lettera in cui, tra l’altro, dice: «…ci siamo recati in questi giorni ad Amalfi sul Golfo di Salerno, forse il punto più bello d’Italia. Di là visitammo Ravello, una cittadina adesso piena di ruderi, situata in montagna, ma che ha conservato reliquie di costruzioni magnifiche del tempo dell’occupazione degli Arabi. (sic)”. Wagner era giunto a Ravello a dorso di mulo in compagnia della moglie Cosima e del pittore Paul von Joukowsky, conosciuto qualche mese prima nella Villa d’Angri a Napoli. Alla mano di von Joukowsky si devono i bozzetti per le scene del II atto del Parsifal, ma è alla magia del ritrovamento da parte di Wagner del Giardino incantato di Klingsor realizzato da Reid, che si deve la fortuna moderna di Ravello che, da quel momento, è diventata “Città della Musica”.
Un pozzo, palme e piante di cedri, pergolati, fontane che si celano tra le essenze arboree dei cortili di muri antichi, il mare da sfondo: ecco il “magico giardino” di Villa Rufolo a Ravello che divenne per Richard Wagner “l’ incantato giardino di Klingsor” che nelle sue pagine del Parsifal volle raffigurare, tra fiori e colori d’oriente, le belle fanciulle-fiore, ‘spiriti odorosi’, che cercano di sedurre il ‘puro-folle’ ingenuo e selvaggio Parsifal, il bacio di Kundry, sospesa tra bene e male, che apre l’animo di dell’eroe alla consapevolezza della vita. Del resto sono proprio i monumenti e la natura della penisola che ispirarono la gestazione del Parsifal, portata a termine a Palermo nel 1882. Il 26 luglio 1882 l’opera venne rappresentato nella Festspielhaus di Bayreuth costruita appositamente per l’esecuzione dell’intero ciclo de “L’Anello del Nibelungo”. Wagner mori Il 13 febbraio 1883, a Venezia, degna sorte per colui che viene considerato il più germanico dei compositori tedeschi anche per il recupero del leggendario medievale teutonico, ma alla fine profondamente impressionato dalla storia italiana e diventando nume tutelare di Ravello.
Su queste tracce wagneriane Ravello nel 1953 ci costruì un festival, che quest’anno è giunto alla 74a edizione avendo come epicentro proprio i giardini di Villa Rufolo con il suo Belvedere, palcoscenico affacciato sul mare che domina la costiera amalfitana fino allo scorgere delle propaggini del Cilento.
E se Ravello rimane una delle destinazione dei tour delle grandi orchestre europee la rassegna propone una articolazione di proposte tra concerti solistici, jazz e musica popolare per offrire un un legame sempre più forte tra pubblici diversi e il luogo: chi vuole ripercorrere un ideale viaggio nella cultura storica di questi luoghi specifici, chi invece vede nella partecipazione ad un evento una occasione per provare la sensazione e l’emozione di una esperienza immersiva.
Così gli intenti del concerto della bande campane (Salerno, Minori, Sorrento, Fisciano Montecorvino Rovella), coordinato da Manuel Renga e diretto dal compositore Luca Francesconi che ha dato vita al progetto “Fresco” di Luca Francesconi del 2007 che, in occasione del suo settantesimo compleanno, ha trasformato Piazza Duomo e le vie di Ravello in un’esperienza di ascolto diffusa e coinvolgente, a dimostrazione dell’adattabilità delle bande alla ricerca di nuove sonorità della composizione contemporanea.
Cinque complessi bandistici hanno attraversato il paese per poi incontrarsi nella piazza, dando vita a una partitura in continuo movimento.
Ad arricchire la serata anche le performance ideate dal regista Manuel Renga con trampolieri, mangiafuoco e sbandieratori, acrobati che ha accompagnato il percorso musicale trasformando le strade del centro storico e la piazza Duomo in un unico racconto tra musica, teatro e movimento a dimostrazione della vitalità della forza civile e popolare delle compagini bandistiche.
Francesconi è stato protagonista anche il giorno seguente, nel pomeriggio nello spazio della chiesa di San Giovanni del Toro in questo caso confrontandosi con l’antico. Risonanze d’Orfeo, del 1993 su commissione del Festival di Anversa e del Nederlands Blazers Ensemble, è stata presentata con il complesso de I fiati dell’Orchestra Sinfonica di Milano, una sua rielaborazione dedicata all’Orfeo di Monteverdi che, in forma di concerto era programmata nella serata al Belvedere di Villa Rufolo.
Spoleto (Pg), Teatro Caio Melisso, 4 settembre 2026 ore 20.30 80a Stragione Teatro Sperimentale A.…
Milano | BAM. Biblioteca degli Alberi Milano | Back to the City Concert | 10…
Merano - Kursaal , lunedì, 07.09.2026, ore 20:30 Südtirol festival Merano/Merano 2026 Mahler Chamber Orchestra Teddy…
Teatro Filarmonico di Verona IL SETTEMBRE DELL’ACCADEMIA 2026 XXXV festival internazionale di musica Martedì 8…
Festival di Bayreuth, dal 26 luglio al 26 agosto 2026, ore 16 (recensione spettacolo del…
di Maria Pia Tolu APRES MIDI, PISCINE, AU THÉÂTRE ESSAION. TRATTO DA SETTE RACCONTI DI…