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Ravello (Sa). 74° Ravello Festival. Jordi Savall fa suo l’ Orfeo di Monteverdi

Sabato 11 luglio Belvedere ore 20.15
Le Concert des Nations La Capella Reial de Catalunya
Claudio Monteverdi, L’Orfeo
(in forma di concerto)
direttore Jordi Savall
Orfeo Mauro Borgioni
Euridice / La Musica Elionor Martínez
La Messaggera Sara Mingardo
Speranza / Proserpina Marianne Beate Kielland
Caronte / Plutone Salvo Vitale
Apollo Furio Zanasi
ph.©Ravello Festival

Nel primo fine settimana di programmazione di Ravello Festival l’evento più atteso era certamente l’Orfeo di Claudio Monteverdi con la direzione di Jordi Savall con il suo Le Concert des Nations La Capella Reial de Catalunya proposta in forma di concerto.
Senza apparato scenico, l’attenzione è stata indirizzata prevalentemente all’ascolto e alle relazioni che la parola del libretto suscitane la musica, in quella invenzione che fu l’Orfeo come esempio di quel Recitar cantando, proprio ridefinito da Claudio Monteverdi nella Mantova cortese del 1607, e alla sua creazione che ha segnato il percorso di innovazione della scena teatrale musicale in quella stretta unione tra musica e parola del melodramma italiano di inizio barocco. Pur distratti dal calar delle ombre serali sul vasto mare prospicente il palco sospeso tra terra e cielo, il pubblico che ha affollato la platea, ha saputo cogliere il valore dell’esperienza di Savall nel riproporre questo genere di repertorio, con la sua lunga esperienza di ricercatore e filologo musicale.

L’impresa del musicista spagnolo, che fa in ogni caso dello spettacolo con le sue proposte di rarità musicali, infatti è stata di riportare la primaria composizione di Monteverdi all’essenzialità dell’ascolto; e sulla sua lunga esperienza di lavoro sulle strumentazioni d’epoca che l’ ha fatto assurgere ad uno dei principali interpreti della musica barocca, dove nulla è lasciato ad eccessi timbrici o accentuazioni ritmiche che spesso si insinuano in una rilettura di questo clima musicale di inizio barocco. Del resto tutto è affidato alla musica e alla sua funzione di sostegno alla parola come al gioco di incastro tra elementi del coro, personaggi di supporto narrativo alla vicenda di Orfeo e Euridice. Attenzione all’esecuzione musicale che si riflette nella gestione della parte vocale. Voci dei protagonisti, meglio dire di Orfeo, in quanto Euridice è quasi musicalmente evanescente, come la sua ombra che viene risucchiata nell’Ade, qui affidata al baritono Mauro Borgioni che più di altri interpreta l’Orfeo monteverdiano, qui capace anche di ricreare con movimenti e gestualità appena accennata la staticità drammaturgica dell’opera, scandendo con precisione e l’essenza musicale e verbale della scrittura di Monteverdi. Accanto, le voci d’assieme della Capella Reial de Catalunya (coro di ninfe, pastori e spiriti infernali) molto ben assortite sia negli interventi corali che negli interventi delle parti solistiche risultate ben rimarcate.

Nell’ambito delle voci femminili si è imposta Sara Mingardo nella parte della Messaggera a cui è affidata tutta la narrazione della morte di Euridice, precisa nella sua dimensione proprio di esercizio di racconto fluido ma le contempo intriso di partecipazione drammatica.
Come ben strutturata Elionor Martínez nel duplice ruolo de La Musica, attiva nel prologo fondamentale per il prosieguo nella vicenda, e come evanescente Euridice. Nei loro brevi e significanti interventi, funzionali Marianne Beate Kielland (Speranza / Proserpina), la possente voce di Salvo Vitale (Caronte / Plutone), e Furio Zanasi (Apollo) a cui è spettato il momento di chiusura dell’opera. La splendida collocazione dell’esecuzione al Belvedere di Villa Rufolo ha restituito uno scenario di sospensione tra cielo e terra come del resto è la vicenda umana e divina di Orfeo. E il pubblico del festival ha saputo rispondere a questa proposta decretando pieno successo al maestro Jordi Savall e ai suoi collaboratori.

Federica Fanizza

Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

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