di Maria Pia Tolu
Avignone (Fra). Festival OFF, Salle 2 Théàtre Bleu
A lonely place
dal 4 al 23 luglio – nessuna rappresentazione il 10 e il 17. 20.45
Durata 1 ora e 5 minuti
Direzione artistica di Marie BLONDEL , Julien BONNET e Thomas GORNET
exte Cie du Dagor, Anton Tchekhov
Avec Marie Blondel, Julien Bonnet, Marianne Fontaine, Côme Thieulin
Lumière et régie générale Samuel Bourdeix
Création sonore Adrien Ledoux
Chorégraphie Génia Chtchelkova
Costumes Sarah Leterrier
Crédit photo Guillaume Cousty
Production Cie du Dagor
Coproduction Gallia Théâtre – Scène conventionnée Art et création (Saintes)
et Scène nationale d’Aubusson – Théâtre Jean Lurçat
Partenaires et soutiens Accueil en résidence: Théâtre de l’Union – Centre dramatique national (Limoges), Théâtre Jean Lurçat – Scène nationale d’Aubusson, Expression 7 (Limoges) et Gallia Théâtre – Scène conventionnée Art et création (Saintes). La Cie du Dagor est conventionnée par le
Ministère de la Culture – Direction régionale des affaires culturelles de Nouvelle-Aquitaine, aidée au fonctionnement par la région Nouvelle-Aquitaine.
Elle est associée au Gallia Théâtre – Scène conventionnée Art et création de Saintes et complice de l’Espace 600 – Scène conventionnée Jeunesse de Grenoble. La Cie du Dagor est implantée en région Nouvelle-Aquitaine.
Il testo è della compagna Dagor, ispirato a Anton Cechov. Un delizioso,allegro e malinconico spettacolo sulla scia dei ricordi delle piéces del geniale commediografo russo, con una punta di filosofico pessimismo. In scena un divano bianco coperto da un foglio di cellophane bianco e trasparente. Una sorta di fodera a significare un salotto di una casa che si lascia per il momento. Bagliore rossastro, fragori e e suoni di violini stonatissimi e risatacce inquietanti che vengono dalle quinte. Entrano quattro personaggi. Un attrice si pone sulla sinistra del palco, apre la bocca, cerca di parlare, cerca di articolare ,ma dalla sua bocca non esce alcun suono. Rapidamente l’atmosfera cambia: eccoli sul divano che iniziano a suonare e a scambiarsi battute del tipo ” come sarà la vita dopo di noi?” o ” udiró ancora il canto degli usignoli?”,o ancora ” riusciró a sviluppare il sesto senso? ” .Poi si interrogano sulle cicogne : volano, volano senza sosta e non si sa cosa passa loro per la testa .

Indi udiremo battute davvero cechoviane : un attrice dalla capigliatura bionda e vestita di arancione si mette a parlare del lavoro: é necessario lavorare proprio come é necessario bere un bicchiere d’acqua perché si ha sete .Ritorna poi il tema del viaggio: lasceremo questa casa, partiremo da qui? É necessario partire? Il cellophane viene tolto dal divano e riaggiustato con grande fragore. Gli attori sono abilissimi nel ripetere le situazioni e le battute in maniera diversa. Ascolteremo nel frattempo pregevoli ed orecchiabili canzoni americane degli anni quaranta. Infine i personaggi agilmente formeranno una sorta di enorme cristallo sfaccettato trasparente che assomiglia a un naviglio con il cellophane che ricopriva il divano.
Dal quale si affacceranno coi loro volti, avendo scavato in esso oblò tondi dai quali ci guardano. Non sapremo quindi se penseranno con nostalgia alle cicogne che volano e continuano a volare senza sosta
Da non perdere. Fino al 25 luglio.

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