La scena si apre su un décor beige e verdolino con colorate strisce oblique e un po’ serpentine che costituiscono lo sfondo con un cerchio viola al centro. Appaiono i due protagonisti: sono due silhouettes che incominciano ad abbigliarsi. Lei con un vestaglia color panna é Sarah Biasini (lo ricordiamo é la figlia della rimpianta Romy Scheneider). Ha un bellissimo indimenticabile profilo, una figura sottile e un’insolente bravura. Lui si infila la giacca nera e lei gli aggiusta la cravatta. Il personaggio maschile é interpretato da Pierre Rochefort, figlio del grande attore Pierre Rochefort e si mostrerà già dall’inizio all’altezza del suo ruolo così opacamente ambiguo.
L’inizio é muto con un sottofondo con un sottofondo musicale e se non si sapesse che si é chez Mister Harol Pinter si potrebbe immaginare di essere di fronte a un thriller o di fronte a un film di ombre cinesi. É un buon punto di inizio. Le conversazioni trai due saranno poi costituite da dialoghi brevi e secchi. Lui le chiederà a sorpresa se oggi riceverà il suo amante. Lei gli risponderà di si. Lui in seguito rapido le chiederà se si trovano meglio con serrande abbassate. Lei sì, gli risponde si è così: un filo di gelosia si introduce serpentinamente nell’apparente normale accettazione dell’altro, dell’amante da parte del marito. Un sentimento sottile che lei respinge e rinfocola turbata, inquieta o secca al punto giusto, mentre lui non sa e non si sa se regge e continuerà ad adottare la squisita attitudine di un gentleman davvero sicuro di sé.
Harold Pinter, premio Nobel della Letteratura nel 2005 sapeva orchestrare perfidamente i suoi personaggi, partendo da una piccola frase anodina per sbeffeggiare le abitudini borghesi, costruire un teatro di proiezioni più ambigue e di equivoci psicologici. Questa piéce a tratti pare una commedia da boulevard, ma anche una fine tessitura di psicologie e di caratteri. Verso la fine della pièce si scoprirà che il marito è l’amante e che l’amante è il marito. Un gioco tra loro. Un bel gioco che lui, stanco della finzione e probabilmente di prendere in giro se stesso non vuol più continuare. Lei no ,non ne é contenta, vuol restare nel delizioso labirinto un pò clautrofobico che era questo gioco di specchi assurdi, come sottolinea il décor. Sarah Biasini é riuscita ad interpretare con grazia questo difficile ed ambiguo ruolo pieno di sottigliezze Pierre Rochefort si è rivelato con la sua giovinezza sapiente più che all’altezza di questo complicato ruolo fitto di ondulazioni psicologiche richieste dalla piéce. Che Pinter, giusto sottolinearlo, buon allievo di Ionesco, re dell’assurdo, scrisse nel 1962. Giusto ricordare a questo proposito che Claude Regy rapidamente lo lesse e lo rappresentò in Francia a Parigi con Delphine Seyrig .