Teatro

Parigi. Théàtre Cité Internationale. “Psicofonia, Silences d’Espagne”

di Maria Pia Tolu
PSICOFONIA, SILENCES D’ESPAGNE DE E CON FAUSTINE NOGUÈS AL THÉÂTRE DE LA CITÉ INTERNATIONALE .
Singolare monologo nella bella sala teatrale della Cité Internationale. All’entrata sono consegnati dei caschi al pubblico. Sulla scena apparirà una giovane donna, lei Faustine Noguès che ci racconterà come é arrivata attraverso la sua curiosità ad entrare in contatto con i fantasmi. Indi é giunta a conoscere la storia della Spagna, del suo paese d’origine. All’inizio nell’orecchio sinistro dello spettatore saranno udibili musiche leggerissime, studiate al computer per rispettare un decibel piacevole. Sottili dolci a volte misteriose. Violini dapprima poi violoncelli e chitarre. In spagnolo ascolteremo i racconti del nonno del bisnonno e della trisnonna. L’autrice parla all’inizio di questa sua curiosità apparendo come una ragazza vagamente snob annoiata che ha la conferma dalla sua cerchia di amici che interessarsi agli spettri sarà originale sarà chic.

Poi piano piano l’atmosfera cambia e dapprima si immerge nello studio geografico dell’ Europa. L’Inghilterra sarà la sua faccia, si tocca con un dito lo stomaco e li situa il posto in cui é nata, Tolosa al centro della Francia. La Spagna si trova a sinistra del suo corpo, la Germania a destra e l’Italia al Sud, le gambe i piedi. Poi il suo volto cambia diverrà serio attraversato da espressioni malinconiche talmente concentrata sulle sensazioni che riesce a estrarre dalla sua mente. La noncuranza iniziale è lontana. Tra tecnologia e immersione personale nella sua propria storia arriverà a recuperare tra l’altro il sentimento delle cose perdute. Ecco i fantasmi. Sente di poter far sua la forza delle trisavole necessaria per far fronte agli orrori alle guerre alla povertà alla vita durissima con i coniugi e con il cibo che consisteva mangiare la terra. Qui Faustine darà prova di gran bravura attoriale inserendo grande partecipazione e a tratti identificazione nel personaggio che arriverà a recitare. Mille personaggi mille spettri. Poi citerà un’illustrissima neurologa che tra svariati dotti particolari sui suoi propri neuroni le spiegherà che tramite la sua emotività lei, Faustine é riuscita a recuperare la memoria delle vicende guerresche di pestilenze e povertà della sua Spagna natia con le sue voci respinte tra amnistie e amnesie  Molta fantasia bravura e ricerca degnissime di nota in questo breve importante monologo.

Da vedere senza esitare fino al 13 aprile.
Redazione Artesnews

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