Concorsi-audizioni

Treviso. Teatro Del Monaco. Galà lirico di successo con i giovani del concorso Toti Dal Monte

di Gianluca Macovez
Treviso, Teatro ‘Del Monaco’, 21 aprile 2026
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Sieva Borzak     direttore d’orchestra
Eleonora Filipponi  mezzosoprano
Matteo Guerzè    baritono
Giulia Mazzola   soprano
Davide Tuscano  tenore

Il teatro ‘Del Monaco’ di Treviso, storico teatro di Tradizione, è sede del prestigioso Premio ‘Toti Del Monte’, dal quale sono uscite alcune fra le voci più importanti della lirica degli ultimi cinquanta anni: Mariella Devia, Ferruccio Furlanetto, Ghena Dimitrova, Antonio Salvadori, Fiamma Izzo D’Amico, Simone Alaimo, Bruno De Simone, Natale De Carolis, Lorenzo Regazzo, Sara Mingardo Alessandro Corbelli ed Ildebrando D’Arcangelo, tanto per fare qualche nome. Una delle caratteristiche del premio è che mette in concorso degli specifici ruoli, finalizzati alla realizzazione di uno spettacolo ( la prossima edizione sarà ‘La Traviata’). I vincitori, quindi, escono dalla confort zone dell’aria da concerto ed imparano a confrontarsi con il palcoscenico, a lavorare con i colleghi, ad approfondire il ruolo anche scenicamente, insomma a vivere gli aspetti più concreti di una professione tanto affascinate quanto faticosa. Il clima che si crea in questo teatro è speciale, anche per il rapporto fra il Comunale e la città, che trova nella qualità delle proposte e nell’unicità della rassegna una sorta di specchio, una immagine culturale di livello internazionale nella quale riflettersi. Questo concerto sottolinea come  Treviso continui a seguire le carriere delle promesse che ha lanciato, offrendo loro la possibilità di cantare nuovamente davanti al pubblico che già li conosce e che può toccare con mano i progressi del loro impegno.
Un programma raffinato, importante, che parla della storia teatrale cittadina, toccando titoli che sono state tappe importanti della crescita musicale del trevigiano: il ‘Faust’, che segnò la riapertura del Teatro della Società dei Palchettisti, nel 1869; la ‘Norma’, presente spesso nei cartelloni dell’Onigo; la ‘Cavalleria Rusticana’ di Mascagni allestita al Sociale per la prima volta nel 1891, a solo un anno dalla prima assoluta; i titoli di Donizetti frequentemente presenti nella programmazione della Sala Garibaldi, spazio teatrale cittadino che non esiste più; fino al ‘Rigoletto’ arrivato  per la prima volta a Treviso nell’allestimento dell’esordio alla Fenice. Insomma una proposta ben calibrata ed attenta, curata dall’infaticabile direttore artistico Stefano Canazza, che come sua abitudine sgambettava velocissimo fra palchi, platea, palcoscenico, per evitare ogni intoppo e garantire quella qualità  cui è abituato il pubblico trevigiano, folto ma meno numeroso del solito. Inspiegabilmente, vista la qualità della proposta .  Un peccato per gli assenti, perché certamente i presenti sono usciti  soddisfatti e con la consapevolezza di aver assistito ad una di quelle serate che ti ricordi negli anni. Non è un caso che a forza di applausi la conclusione, prevista per le 21,15 , si è concretizzata oltre le 21.40. Oltretutto non perché fossero finiti i battimani, ma perché erano sfiniti i cantanti che ad un certo punto hanno saluto e sono scappati nei camerini, comprensibilmente provati dall’impegno. La serata vedeva, su un palcoscenico ampliato che rendeva ancora più suggestiva la visione complessiva,  la partecipazione dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, diretta da un Maestro giovane e talentuoso: il direttore italo-russo Sieva Borzak. Artista preparato e sensibile, può mostrare già un curriculum internazionale di pieno rispetto e vanta una preziosa collaborazione con Roma Tre Orchestra, stimolante realtà del panorama musicale ‘giovane’ italiano, di cui  è Direttore in Residenza dal 2021  e  con la quale ha diretto oltre 70 concerti sinfonici ed inciso due dischi.

mostbet
BORZAK @Mascia Sergievskaia

Autorevole e preparatissimo, cerca un suono pulito, che esalti la partitura e non si pieghi a convenzioni e facili effetti. Sa accompagnare con bravura i cantanti, li sostiene, non forza i volumi ed individua tempi appropriati. Il concerto si è aperto con la ‘Sinfonia’ di ‘Norma’. Una esecuzione elegante,   ricchissima di colori,  che trova nell’ organico una ottima risposta alle richieste del Maestro: il suono è  ricco, ampio, mai prevaricante, composto. Emergono le masse, con gli archi in primissimo piano, ma anche i singoli strumentisti. Di grande valore evocativo l’entrata dei corni, quasi come una evocazione arcaica e magica. Suggestivo il dialogo fra le varie sezioni dell’orchestra, che escono esaltate dalla lettura sempre pulita e mai asettica di  questo Maestro decisamente interessante.

Mazzola-@MaristellaMagnani

Il primo brano vocale è ‘So anch’io la virtù magica’ dal Don Pasquale, eseguito dal soprano Giulia Mazzola, che è stata un po’ la primadonna della serata perché ha accettato di sostenere anche i pezzi previsti per  una collega,  che ha declinato all’ultimo momento l’invito a causa di un impegno in un importante teatro europeo, rimanendo in palcoscenico, in pratica, tutto il secondo tempo. La cantante palermitana è una deliziosa attrice buffa e ci propone una Norina che sembra una specie di Holly Hobbi briccona e divertente. La Mazzola  affronta il brano con sicurezza tecnica unita a grande personalità. La voce, che appare maturata rispetto a due anni fa, è omogenea, interessante per resa e personalità, i fiati  sono notevoli, gli acuti risultano convincenti.

Tuscano-@MarcoFacincani

Arriva poi la  grande aria dal ‘ Faust’ : “Quel trouble inconnu… Salut!”, cantata dal tenore  Davide Tuscano,  che sta intraprendendo una carriera, non solo in Italia, di grandi successi. Il pubblico rimane colpito già dalla prime note dalla bellezza della voce, ampia, con un magnifico colore virile, acuti luminosi, mezzevoci  suggestive.
Elegante nel porgere la frase musicale, ci regala un Faust veramente convincente, incoronato dalla grazia dell’ acuto finale, abbagliante.
Eleonora Filipponi, è un mezzosoprano che ha frequentato in numerose occasioni le tavole del palco di Treviso: per  Il flauto magico di Mozart,   Carmen di Bizet e L’Olimpiade di Vivaldi allestita in occasione della chiusura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina.

Eleonora Filipponi

Apprezzata ogni volta, ha presentato una convincente  “Chanson Boheme” eseguita con grande magnetismo: accattivante, spregiudicata, carismatica,  ancor prima di cantare  cattura il pubblico con lo sguardo. Poi arrivano il suono compatto, il centro solido, le sfumature, gli acuti solidi, i fiati  ampi ed una verve scenica notevole. La sua Carmen è una gitana determinata a difendere la sua indipendenza, libera da ogni pregiudizio, ma la Filipponi non eccede mai, non la fa trascendere: rimane sempre su un livello fondamentalmente elegante, curato. Nei gesti e nella resa vocale.

Matteo Guerzè

Matteo Guerzè,  è un baritono  giovane in possesso di  una voce importante, in repentina crescita. Travolge  il pubblico con un esaltante ‘Largo al Factotum’ da ‘Il Barbiere di Siviglia’: una resa vocale sontuosa, fiati amplissimi, acuti svettanti, una tecnica sicura che gli consente di affrontare i passaggi  con  apparente leggerezza,  uniti ad una effervescenza scenica da mattatore. Ritorna la Mazzola con ‘O mio babbino caro’ cesellato con grande attenzione,  suggestivi colori e filati lunghi e convincenti, fino alla nota finale, un acuto che commuove per la sua autentica intensità narrativa. La seconda parte viene aperta  dall’’Intermezzo’ dalla ‘Cavalleria Rusticana’. Una  lettura struggente che rapisce per capacità poetica e lindore di suono, che il pubblico saluta con grandi consensi. Si ritorna a ‘Don Pasquale’ con il duetto ‘ Pronta io son … vado corro’  interpretato da Mazzola e Guerzè. Entrambi pirotecnici, riescono a dare forma alla vicenda con bravura. Affrontano le asperità della partitura a testa alta, ma soprattutto sanno dare il giusto spessore ai ruoli. Le note, eseguite in modo impeccabile, non sono semplice suono, ma strumento narrativo, come è giusto che sia  ed alla fine il duetto è salutato da un tripudio di applausi. Ancora Donizetti con  ‘Chiedi all’aura lusinghiera’ da ‘L’Elisir d’amore’. La Mazzola ( che ci sentiamo di definire inossidabile) conosce  ed interpreta molto bene questo ruolo, cantato anche al ‘Del Monaco’ la scorsa stagione, ma non è da meno Davide Tuscano, Nemorino eccellente, impacciato nei modi ma  certamente non  nella voce, che conferma la prima, ottima impressione, avuta su Gounod. Si torna ad una pagina sinfonica con l’ ‘Intermezzo’ dalla ‘Manon Lescaut’, diretto con la piena consapevolezza della poesia e del dramma della pagina pucciniana. Grande resa della  Filarmonia Veneta ed elegantissima ed appropriate lettura del Maestro Borzak, con una maturità interpretativa che stupisce in un direttore così giovane Segue poi il ‘duetto dei gatti’, che permette a Mazzola e Filipponi di giocare con la voce, di muoversi con grande senso del teatro, di correre sul pentagramma con sicurezza, cesellando momenti solistici interessanti, ma anche passaggi d’insieme magnificamente coordinati. Entrambe le cantanti possono contare su una tecnica sicura; una estensione  ampia ed omogenea, che nella Filipponi toccava note basse ammalianti; un caleidoscopio di sfumature ed un trasporto  che generava momenti  divertentissimi ed al tempo stesso suggestivi. La serata si chiudeva con  il quartetto dal Rigoletto, nel quale, per le caratteristiche della pagina musicale, emergevano soprattutto il Duca di Mantova stentoreo e luminosissimo di Davide Tuscano e la Maddalena carnale e solfurea di Eleonora Filipponi. Appropriati gli interventi di Guerzè e Mazzola, rispettivamente Rigoletto e Gilda. Come si è detto tanti applausi per tutti, meritatissimi, che i cantanti hanno ricambiato con un bis:  il brindisi della Traviata, eseguito elegantemente e senza eccessi. In piena conformità con tutta la serata, che incorona ancora una volta la qualità del teatro trevigiano, autentica eccellenza, non solo del territorio.

Programma
V. BELLINI (1801-1835) : da “Norma” – Sinfonia
G. DONIZETTI (1797-1848) : dall’opera Don Pasquale (Atto I) – “So anch’io la virtù magica” Soprano
C.GOUNOD (1808-1893) : dall’opera Faust (Atto III) – “Quel trouble inconnu….Salut!”  . Tenore
G. BIZET (1838-1875) : dall’opera Carmen (Atto II) – “Chanson Bohème” . Mezzosoprano
G.ROSSINI (1792-1868) : dall’Opera Barbiere di Siviglia Atto I) – “Largo al factotum” . Baritono
G. PUCCNI (1858-1924) : dall’opera Gianni Schicchi “O mio babbino caro”. Soprano
P. MASCAGNI (1863-1945) : da “Cavalleria Rusticana” – Intermezzo
G. DONIZETTI (1797-1848) : dall’Opera Don Pasquale (Atto I ) – “Pronta io son…Vado, corro” . Duetto soprano-baritono
G. DONIZETTI (1797-1848): dall’Opera L’Elisir d’Amore” (Atto “Chiedi all’aura lusinghiera” . Duetto soprano-tenore
G. PUCCINI (1858-1924): da “Manon Lescaut” – Intermezzo
G.ROSSINI (1792-1868) : “Duetto buffo di due gatti “ Duetto soprano-mezzosoprano
G. VERDI (1813-1901) : da “Rigoletto” (Atto III) – “Bella figlia dell’amore”  Quartetto soprano, mezzosoprano, tenore, baritono

 

Redazione Artesnews

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