di Maria Pia Tolu
AL THÉÂTRE EPÉE DE BOIS LA SECONDA PARTE DI ANONYMES SEMPRE CON REGIA DI BERNARD SOBEL CON UN TESTO DI HERMAN BROCH INTITOLATO ZERLINA
Le Récit de la servante Zerline
| Auteur | D’après un extrait des Irresponsables de Hermann Broch |
| Mise en scène | Bernard Sobel |
| Avec | Julie Brochen et Sylvain Martin |
| Production | Compagnie Bernard Sobel |
L’Epéè de Bois bel teatro sito alla Cartoucherie de Vincennes, mitico luogo fondato dalla grande regista Ariane Mnouckine che ivi fondò il suo teatro, trasformando questa vasta area verde che prima era sede militare in quanto prossima al Castello di Vincennes. Lo spettacolo in scena è Anonymes diretto da Bernard Sobel con la seconda parte del dittico Anonymes con il testo di Herman Broch noto autore tedesco. Sulla scena un attore comodamente seduto su una poltrona ascolterá con indifferenza celata o con curiosità il racconto a volte drammatico di Zerlina ( che nome ! Si ricorda la Zerlina del Don Juan ) interpretata dalla bravissima comédienne Julie Brochen .
Approdata in Francia scrisse e cantò anche canzoni in francese dallo spirito indipendente e stravagante. Forse non conosciutissima ma che ben accompagna l’entrata di Zerlina in scena. Zerlina è un personaggio complesso, un ruolo d’oro per un’attrice tante sono le sfumature che scaturiscono da lei.
Zerlina racconterà l’intrigante vicenda del suo servizio in casa di un ricco nobile signore che oltre a una legittima consorte aveva altre amanti .E di come lei Zerlina si dispone, degradando Madame che invidia e ammira a tessere trame tristi e pericolose. Ricordiamo che nel programma di sala viene fatto notare come atteggiamenti anche psicologici come l’astio la stizza e il rancore in qualche modo secondo Herman Broch preparassero dapprima forse involontariamente ai tempi foschi che avvennero nell’Austria negli anni trenta. E in Germania. Con l’avvento del Nazismo. Zerlina prosegue il suo racconto e narra come cercó di scongiurare il pericolo che l’uomo da lei amato fosse punito per un crimine che fu commesso nel giardino della villa. Indi atmosfera da thriller, tribunali, prove false, testimonianze varie e scagionamenti .Ci saranno poi momenti diversissimi e struggenti in cui si rammenta degli istanti passionali passati col suo amante
Gli appuntamenti attesi e vagheggiati nel casinò di caccia.
Si sprigionano da questa attrice una miriade di espressioni e una sensualità matura ravvivata dai ricordi di antiche passioni vissute di nascosto mescolate con l’odio sovente presente per Madame. Per la sua bellezza e il suo savoir faire. A volte no perché richiamata da preoccupazioni soffocanti che la fanno singhiozzare.
Alla fine della pièce vengono fuori un carattere, una personalità così ben interpretati da Julie Brochen che il personaggio cucitole addosso da Bernard Sobel vive di una vita propria e di una affascinante triste esuberanza.
Ricordiamo la Zerlina di Jeanne Moreau che giunse persino in Italia al Teatro Metastasio a Prato. La grande attrice musa di Truffaut e amatissima anche da Sobel stesso in quella piéce conteneva le sue emozioni si muoveva poco e raccontava, sbucciando meravigliosa con grande concentrazione una bella mela tutta tonda. Bel confronto per Julie Brochen che non ne esce affatto diminuita. Julie ha un’altra postura attoriale, un’altra interpretazione graffiante sofferta e piena di cui abbiamo parlato.
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