E’ venuto a mancare nell’ultimo scorcio di questo gennaio, a Milano all’età di 76 anni, Angelo Foletto, giornalista, docente e storico critico musicale. Nato a Pieve di Ledro (Tn), da una famiglia attiva da generazioni in valle nell’attività farmaceutica,ereditò il nome dal nonno storico locale e fondatore dell’omonima azienda farmaceutica il cui laboratorio storico è diventato un museo sulla storia dei preparati farmaceuti in uso dalla fine ottocento fino alla metà del secolo scorso. Negli anni giovanili frequentò il Liceo Maffei di Riva del Garda (Tn) e iniziò l’avvicinamento alla musica presso la locale Scuola civica musicale proprio negli anni della sua costituzione. Si trasferì a Milano dove si laureò in Lettere Moderne e approfondì la sua passione per la musica studiando al Conservatorio Giuseppe Verdi. Nel corso della sua carriera lavorò come critico musicale per diverse redazioni, tra cui La Repubblica, Musica Viva, Suonare News, Classic Voice, Amadeus, il Giornale della Musica oltre a quella del quotidiano L’Adige. Lasciò un’impronta importante anche nel mondo televisivo italiano e internazionale collaborando in diversi programmi della Rai, di Mediaset e di altri canali privati. Dal 1996 al 2023 fu presidente dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. “Della professione del critico musicale Angelo era la quintessenza” ha scritto l’attuale presidente Andrea Estero ricordando la sua capacità “di unire e parlare con tutte le anime del nostro mondo, come ha tenacemente ribadito fino all’anno scorso guidando i lavori di una trentina di giurie del Premio Abbiati, che è rimasto grande grazie alla sua intelligenza e imparziale autorevolezza”. Per ricordarlo, l’Associazione dedicherà a lui la 45esima edizione del Premio Abbiati. A livello locale, fu consulente del Coro della SAT di Trento, con cui prestò servizio sia come componente della commissione artistica che come autore di pubblicazioni sul canto popolare.

Pur vivendo in un panorama internazionale non perse mai il contatto con il territorio trentino contribuendo anzi, con la sua presenza attiva, a rileggere alcune caratteristiche proprie del patrimonio culturale musicale locale inserendole in un ambito di confronto internazionale. Lo è stato per la Coralità trentina come membro della giuria per il concorso corale Luigi Pigarelli, in vari convegni e incontri a carattere musicale specie a Trento.
Su tutte il legame di Foletto con il Trentino passava anche dall’ideazione e direzione del Festival pianistico Kawai a Ledro, presso l’auditorium teatrale di Locca di Ledro.


Giunta nel 2025 alla 20a edizione KAWAI A LEDRO si è rivelata una stagione concertistica estiva dedicata al pianoforte di alto profilo nata nel 2004 da un’idea e per la passione e il sostegno generoso di Roberto Furcht, affiancato dal critico. Dal 2017 è guidato da Davide Cabassi. La rassegna si è qualificata subito come richiamo per il mondo solistico internazionale, con un occhio attento ai giovani talenti. Di qui il rapporto privilegiato col Premio Busoni di Bolzano, e la consolidata collaborazione con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Dal 2018 la programmazione è stata orientata a una proposta più ampia e ‘diffusa’ con appuntamenti legati ai luoghi naturalistici, artistici e ambientali più rappresentativi della Valle di Ledro, e il coinvolgimento dei musicisti locali.


Ma fondamentale è stato il suo rapporto di storico della musica per l’attenzione nei vari riscontri culturali che connettevano le terre del Garda Trentino con la cultura e le vicende musicali della Milano Ottocentesca. Attraverso la giusta attenzione sulla figura del poeta e traduttore Andrea Maffei (nativo proprio della Valle di Ledro e vissuto a Riva del Garda per quattro decenni, con sepoltura proprio nella cittadina lacustre) è riuscito a inserire nell’ambito degli studi verdiani ufficiali storici locali che con dedizione erano riusciti a ricostruire le complesse relazioni tra Andrea Maffei e gli ambiti musicali milanesi attorno alle vicende del giovane Verdi.

In questo modo le ricerche condotte dalla studiosa Marta Marri Tonelli sono approdate all’interno del catalogo della mostra dedicata a Giuseppe Verdi a Milano del 2000. Studi condotti direttamente sull’archivio del poeta custodito a Riva del Garda che hanno permesso di associare in maniera definitiva il poeta trentino ad alcune composizioni verdiane, oltre ai Masnadieri, al Macbeth del 1847, alle varie composizioni di arie da salotto e ad una ridefinizione dei contatti che si tessevano presso il salotto di Clara, moglie di Andrea Maffei. Non tirandosi mai indietro, a segnare con i suoi interventi (a titolo di amicizia) la complessità di un territorio che vide anche Camillo Boito trascorrere estati in queste periferie che allora erano dell’impero asburgico.

Fu sempre disponibile anche a dare una mano alle realtà istituzionali come il Museo Civico e la Biblioteca Civica del Garda nel riordinare idee per valorizzare al meglio il loro posseduto con contributi scritti che concorsero a riposizionare collezioni artistiche e fondi musicali in un contesto più ampio e suggerire piccole rassegne dedicate all’opera in film promosse dalla Biblioteca Civica. Una costanza la sua presenza a fianco delle associazioni musicali locali nel sostenere e promuovere incontri con altrettanti colleghi, occasioni per disquisire di musica, storia e costume.

Un ringraziamento e una ricordo della collaborazione senza se e senza ma.






