di Costanza Pozza
Roma, Palazzo Bonaparte
Nuovo Spazio Generali Valore Cultura
Botero
dal 17 settembre 2024 al 19 gennaio 2025

CORPI IRREALI E IPER VISUALIZZATI:
Da Botero a Instagram

Si è recentemente conclusa la monografica dedicata al grande artista colombiano Fernando Botero nelle meravigliose stanze di Palazzo Bonaparte, dove per quasi 5 mesi sono state esposte oltre120 opere dell’artista da poco scomparso.
Di recensioni sul colore e sullo stile di Botero ne avrete già lette abbastanza, io invece vorrei fare una riflessione su un argomento piuttosto attuale, che la visione della mostra mi ha condotta a fare, ovvero il corpo nella società contemporanea.
Parlando superficialmente della mostra, ho notato che spesso nel gergo comune, l’artista viene riconosciuto come “quello che dipinge donne grasse”, non sapendo che in realtà Botero dilata ogni tipo di soggetto nei suoi dipinti, partendo ad esempio da un mandolino fino alla realizzazione di vasi di fiori, pere e angurie. Perciò non si tratta effettivamente di persone grasse, perché tutte le figure che ritrae appaiono altrettanto ingrandite. Pertanto ci troviamo di fronte ad un artista che rappresenta la sua realtà e non quella oggettiva, dandone un’interpretazione personale.

Ed è partendo dalle impressioni che le opere di Botero suscitano comunemente, che ho riflettuto sul fatto che il corpo, specialmente nella nostra società, viene i per visualizzato, nel senso che la nostra attenzione si rivolge eccessivamente a come questo venga esposto e di conseguenza esaminato dagli altri. Sicuramente nel tempo la moda ha stimolato l’esposizione dei corpi, prima repressi in corsetti e gonnelloni, e oggi finalmente liberi di esprimersi anche in modo provocatorio. Ma non è questo che ci ha resi schiavi della nostra immagine, piuttosto darei la colpa a quella maledetta fotocamera che ci portiamo appresso tutto il giorno e pure sotto le lenzuola prima di dormire. É un’ossessiva e diabolica voyeur che, almeno una volta al dì, ci ricorda di quanto il nostro volto sia eccessivamente asimmetrico, i nostri occhi esageratamente grandi, le nostre labbra sicuramente troppo piccole e il nostro corpo assolutamente fuori luogo. Questo succede perché siamo costretti a vedere la nostra figura costantemente e troppo a lungo, e questo ci porta inevitabilmente a deformarla nella nostra mente e di conseguenza a volerla modificare. Insomma come quando facciamo un disegno, o facciamo il test per il foglio rosa della patente, la voglia di continuare a cambiare le crocette fino all’ultimo minuto o di aggiungere un tocco in più di colore nella nostra opera, è inevitabile. Inoltre, non serve poi aggiungere che il confronto con corpi modificati da photoshop, o peggio ancora dalla chirurgia estetica eccessiva, ci porta ad un paragone con qualcosa di irreale e per questo irraggiungibile.

La conseguenza? Ragazzine che non si apprezzano, ragazzi insicuri ed inconclusione esseri umani infelici. Sembrerà banale, ma il fatto stesso che questo meccanismo sia ormai diventato scontato è preoccupante. Certo, non voglio essere pessimista nei confronti della tecnologia, ma credo che, se per un attimo ci fermassimo e iniziassimo a confrontarci con chi riteniamo migliore di noi, non semplicemente sotto un profilo estetico, la nostra società sarebbe meno complessata. O perlomeno non saremmo mangiati dalla frustrazione e probabilmente i nostri cervelli si emanciperebbero per acquisire qualche conoscenza in più. Discorso troppo da boomer? Potrebbe essere, ma in fondo è quello che sento e all’età di 23 anni, nel bel mezzo della mia crisi esistenziale dei pre30, cresciuta con i social tra le mani, penso di potermi permettere un giudizio più severo su un mondo che, a mio modesto parere, sta andando nel verso sbagliato.
Dopo tutto, se ciò che emerge dall’arte di Botero è la rappresentazione di un mondo irreale, allora io mi auspico che i suoi colori sgargianti e la monumentalità delle sue forme, insomma questo universo un po’ più gioioso e prospero possa in futuro uscire dai quadri e diventare realtà per sostituire un mondo, che in fondo oggi così tanto reale e autentico non è.

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Costanza Pozza.
Laura magistrale in Storia dell’arte all’Università Roma 3 nell’ ottobre 2024; e laurea in Economia e Gestione e dell’arte e della Cultura presso l’Universita Cà Foscari 2021-2024.
Ha aperto una pagina social https://www.instagram.com/artandcigarette/ per comunicare la sua passione per l’arte e la cultura come anche la fotografia e il cinema.

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