di Paolo De Leo
A Giffoni la favola che insegna a salvare il mondo: “Greta e le favole vere” tra impegno ambientale e memoria familiare.
Presentato in anteprima al Giffoni Film Festival il nuovo film di Berardo Carboni, nelle sale dal 6 agosto con Vision Distribution. Un racconto che intreccia ecologia, infanzia e trasmissione di valori tra generazioni.
C’è un momento, nelle conferenze stampa dei grandi festival, in cui la retorica lascia spazio alla verità. È successo ieri a Giffoni, durante la presentazione di Greta e le favole vere, il nuovo film diretto da Berardo Carboni che arriverà nei cinema italiani dal 6 agosto. Una favola per raccontare l’urgenza del presente. Al centro della storia c’è Greta, una bambina di dieci anni ispirata alle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, che decide di liberare un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da due bracconieri. Un gesto piccolo e assoluto, come sanno essere solo i gesti dei bambini nelle favole — e proprio per questo capace di parlare agli adulti con la stessa forza con cui parla ai più giovani.
Sul palco, insieme al regista, il cast al completo: la giovane protagonista Sara Ciocca, Donatella Finocchiaro, Darko Peric, Demetra Bellina e Roberta Palumbo. Ad accompagnarli, la convinzione — più volte ribadita nel corso dell’incontro — che le favole non siano un genere minore, ma uno strumento serio, quasi necessario, per trasmettere ai bambini un sistema di valori chiaro, capace di attraversare le generazioni. “Perché una favola?” La domanda che ha aperto il cuore della conferenza.
È stata proprio questa la domanda che ha animato il momento più intenso dell’incontro con la stampa: perché scegliere la forma della fiaba per affrontare un tema tanto urgente e concreto come la crisi climatica? La risposta del cast è stata unanime: l’educazione al rispetto dell’ambiente non può che partire dai bambini, ed è nell’infanzia che si costruiscono — attraverso il racconto, l’immaginazione, il linguaggio universale della favola — le basi di una sensibilità che dura tutta la vita. A rendere ancora più vero questo principio è stata Sara Ciocca, la giovanissima interprete di Greta, che nel rispondere si è lasciata andare a un momento di autentica commozione. La ragazza ha raccontato di aver imparato lei stessa il rispetto per tutto ciò che esiste nel mondo attraverso le favole che le raccontava suo padre da bambina. Un ricordo personale, intimo, che ha trasformato la conferenza stampa da semplice presentazione promozionale a testimonianza viva del tema del film: la capacità delle storie di formare le persone prima ancora che i concetti riescano a farlo.
Non è un dettaglio marginale. È, semmai, la chiave che rende credibile tutto il progetto: Greta e le favole vere non parla di ecologia dall’esterno, con lo sguardo pedagogico di chi vuole insegnare qualcosa ai più piccoli, ma dall’interno di un’esperienza che i suoi stessi interpreti hanno vissuto in prima persona, nel rapporto con le proprie famiglie. Il legame tra uomo e natura, tra passato e futuro.
Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza il cuore tematico del film: il legame profondo tra essere umano e natura, e la convinzione — dichiarata più volte dal cast — che il cambiamento sia ancora possibile. Un messaggio che, paradossalmente, parte dai più giovani per arrivare alle generazioni precedenti: sono spesso i bambini, oggi, a fare da maestri agli adulti sui temi ambientali, ribaltando la tradizionale direzione dell’insegnamento.
Il racconto non nasconde le contraddizioni del presente — “esistono anche i cattivi”, è stato ricordato durante l’incontro — ma proprio per questo affida al piccolo gesto di una bambina il compito di alimentare la speranza che il mondo possa davvero cambiare. Una fiducia che nasce, come è stato sottolineato, dalla convinzione che bisogna credere nelle cose impossibili: è lì che iniziano i cambiamenti più grandi. Diciotto anni e uno sguardo oltre. Tra gli interventi più sentiti della conferenza, quello della giovane interprete ha restituito il senso più autentico dell’intera operazione: la tutela dell’ambiente non è, per la sua generazione, un tema astratto da studiare sui libri, ma un’esperienza quotidiana, fatta di scelte concrete e di un ottimismo che si respira tra i banchi di scuola e tra gli amici. Un ottimismo che il cast ha voluto trasmettere anche come esempio all’interno delle proprie famiglie. Greta e le favole vere arriva così a Giffoni con un messaggio semplice e allo stesso tempo potente: nessuno è troppo piccolo per contribuire a cambiare il mondo — e nessuna favola, se raccontata con verità, è mai davvero solo per bambini.






