di Paolo De Leo

Il calcio femminile raccontato attraverso gli occhi di tre ragazze, tre continenti diversi e un unico sogno da inseguire. È questa la storia al centro di Becoming Her: Prima di diventare grandi, il nuovo documentario prodotto dallo Juventus Creator Lab che ha fatto il suo debutto assoluto al Giffoni Film Festival lo scorso 20 luglio, all’interno della sezione Eventi Speciali della 56ª edizione della kermesse. Una voce d’eccezione per una storia di crescita
A guidare gli spettatori in questo viaggio è la voce narrante di Francesca Michielin. La cantautrice, tifosa bianconera dichiarata e da sempre vicina ai temi della valorizzazione femminile, presta il suo racconto a un intreccio di vite parallele, distinte ma profondamente connesse, trasformandosi in un ponte narrativo tra le tre protagoniste del film.

Tre ragazze, tre continenti, un solo obiettivo
Il documentario segue le vicende di Sofia Cholovskaya, Samantha Lee e Anna Copelli: la prima si allena nella Juventus Academy di Al Khobar, in Arabia Saudita; la seconda fa parte della Academy di Los Angeles, negli Stati Uniti; la terza appartiene al settore giovanile bianconero e si allena all’Allianz Training Center di Vinovo. Tre percorsi geograficamente lontanissimi, ma uniti dalla stessa passione per il pallone e dalla stessa ambizione di affermarsi nel calcio professionistico. La narrazione, come raccontano le prime sinossi diffuse, si apre proprio a Vinovo, durante la festa per il diciottesimo compleanno di Anna insieme alle compagne della Juventus U19. Da quel momento le telecamere seguono in parallelo la quotidianità delle tre giovani, tra scuola, allenamenti, amicizie e il costante equilibrio tra vita privata e ambizioni sportive.
Un punto di svolta arriva quando un grave infortunio al ginocchio interrompe bruscamente la corsa di Anna sul campo: diagnosi, intervento chirurgico e riabilitazione diventano così le tappe di un percorso che va oltre lo sport, diventando un vero viaggio interiore, sostenuto dalla presenza costante della squadra e delle compagne. Un dettaglio che il documentario usa per raccontare come il calcio sia anche comunità e sostegno reciproco, non solo competizione individuale.
Nel frattempo, i percorsi di Sofia e Samantha proseguono in parallelo, e con l’avanzare del documentario le tre storie iniziano a dialogare sempre più tra loro, grazie anche a un uso sapiente delle interviste, che restituiscono uno sguardo ravvicinato sulle emozioni, le motivazioni e le riflessioni delle protagoniste sulla propria crescita. Uno sguardo femminile sul calcio giovanile.

Ciò che colpisce di Becoming Her è la scelta di raccontare il calcio non come mera competizione, ma come percorso di formazione personale, capace di intrecciarsi con le sfide quotidiane dell’adolescenza: la scuola, l’amicizia, la scoperta della propria voce. Un tema che trova naturale eco nella scelta di Francesca Michielin come narratrice, figura che negli anni ha fatto della valorizzazione femminile uno dei tratti distintivi del proprio percorso artistico. La tappa di Giffoni, storicamente attento ai racconti rivolti a un pubblico giovane e alle storie di crescita, si conferma quindi una cornice coerente per la presentazione di un documentario che parla di sport, ma soprattutto di identità in costruzione.
La firma dello Juventus Creator Lab
Dietro il progetto c’è lo Juventus Creator Lab, la struttura del club bianconero che negli ultimi anni ha ampliato in modo significativo i propri orizzonti narrativi, spingendosi oltre i contenuti sportivi tradizionali per raccontare storie a carattere sociale. Non è un caso che proprio al Giffoni la Juventus sia tornata anche con un altro progetto, la serie animata Team Jay, presentata sul palco del festival per la sua seconda stagione.

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