TRENTO | Castello del Buonconsiglio | 13 luglio 2026, ore 20
Fondazione Haydn di Bolzano e Trento | Haydn’s Summer 2026 – Music in Motion
Anteprima del Bolzano Danza Festival
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda
Regia e visual Fabio Cherstich
Coreografia Philippe Kratz
Musica Claudio Monteverdi
Danzatori Alessia Giacomelli, Kiran Gezels
Controtenore Nicolò Balducci
Stefano Ferrario, violino | Luca Pasqual, violoncello | Francesco Luigi Trivisano, clavicembalo
pf©Aterballetto Andrea-Macchia

Il tempo cambia il linguaggio, non le emozioni. È forse questa la ragione per cui un madrigale composto da Claudio Monteverdi oltre quattro secoli fa continua a parlare con sorprendente attualità, trovando nella danza contemporanea non una semplice traduzione scenica, ma una nuova possibilità espressiva. L’anteprima del Bolzano Danza Festival, ospitata nel suggestivo scenario del Castello del Buonconsiglio nell’ambito di Haydn’s Summer – Music in Motion, costruisce proprio su questa continuità una serata di rara eleganza, nella quale musica, corpo e spazio dialogano con naturalezza, facendo del movimento il filo conduttore dell’intero percorso. Ad aprire il programma è Eppur si muove di Francesca Lattuada, una MicroDanza costruita sulle note dell’Allegretto della Settima Sinfonia di Beethoven. Vittoria Franchina, avvolta nel raffinato costume di Bruno Fatalot e sospesa sopra un barile-piedistallo, trasforma il proprio corpo in una presenza quasi scultorea. Il gesto, lentissimo e misurato, sembra nascere direttamente dalla musica, in un equilibrio continuo fra immobilità e movimento. Pochi minuti, ma sufficienti per predisporre lo sguardo dello spettatore alla dimensione sospesa della serata.

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Con Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, Fabio Cherstich e Philippe Kratz affrontano uno dei vertici del teatro musicale monteverdiano scegliendo di non illustrarne semplicemente la vicenda. Il celebre episodio della Gerusalemme Liberata diventa piuttosto un’indagine sul conflitto umano, sul sottile confine fra amore e violenza, identità e alterità. È una lettura contemporanea che evita qualsiasi forzatura concettuale e lascia emergere con naturalezza l’universalità del capolavoro di Monteverdi. La coreografia di Kratz convince proprio per la capacità di sottrarre anziché aggiungere. Alessia Giacomelli e Kiran Gezels costruiscono un dialogo fisico intenso, fatto di tensioni, avvicinamenti e continue trasformazioni. I due corpi finiscono quasi per riflettersi l’uno nell’altro, rendendo il combattimento qualcosa di più di uno scontro fra due persone: una lotta interiore che appartiene a ogni essere umano. La danza evita ogni descrizione narrativa e trova invece nel gesto essenziale una forza espressiva di grande efficacia.
Nicolò Balducci affronta la complessa scrittura monteverdiana con intelligenza espressiva, chiarezza di dizione e notevole equilibrio, mettendo in luce tanto la raffinatezza del declamato quanto la cantabilità delle pagine più liriche. Muovendosi con naturalezza fra le diverse funzioni narrative e drammatiche previste dalla partitura, sostiene con un fraseggio sempre sorvegliato il progressivo sviluppo del racconto, contribuendo in modo determinante alla tensione teatrale dell’intera esecuzione. Stefano Ferrario al violino, Luca Pasqual al violoncello e Francesco Luigi Trivisano al clavicembalo accompagnano con sensibilità e misura, sostenendo costantemente la tensione drammatica. Le architetture storiche del Castello del Buonconsiglio dialogano con la scena, amplificando quella sensazione di sospensione che attraversa l’intera rappresentazione.
L’accostamento fra la contemplazione quasi rituale di Eppur si muove e il dramma del Combattimento si rivela particolarmente felice. Due lavori diversi per linguaggio e dimensioni, ma uniti da una medesima riflessione sul movimento: quello del corpo, della memoria e del tempo.
Gli applausi finali salutano un’anteprima che apre con intelligenza il cammino del Bolzano Danza Festival. Un incontro riuscito fra musica, danza e patrimonio storico, nel quale il linguaggio contemporaneo non cerca di riscrivere Monteverdi, ma di ascoltarlo da una prospettiva nuova. Ed è forse proprio in questa capacità di creare dialogo, più che di cercare effetti, che risiede il valore di una serata tanto misurata quanto convincente.

 

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Alessandro Arnoldo
Nato a Trento nel 1989, ha compiuto gli studi musicali diplomandosi in direzione d’orchestra presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Daniele Agiman. Ha arricchito la sua formazione partecipando a corsi e masterclass con Riccardo Muti presso la Riccardo Muti Italian Opera Academy, Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena ed Ernesto Palacio all’Accademia del Rossini Opera Festival, intitolata al Maestro Alberto Zedda.Ha diretto numerose orchestre esibendosi in Italia, Austria, Germania, Spagna, Georgia, Croazia, Lituania, Lettonia, Belgio e Repubblica Ceca. La sua interpretazione de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saëns è stata inclusa nel percorso didattico “è musica per tutti”, libro di testo e DVD pubblicato da Edizioni Scolastiche Mondadori, Pearson Italia.Direttore Artistico della Fondazione Filarmonica Trento e direttore principale dell’orchestra I Filarmonici di Trento é, inoltre, giornalista pubblicista, autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche di approfondimento culturale, corrispondente per la rivista di informazione culturale ArtesNews, ideatore e autore della rubrica settimanale Rondò per il Quotidiano L’ Adige e collabora da diversi anni con TEDxTrento e con il centro EURAC Research di Bolzano.

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