Erl, Tirolerfestspiele, 24 luglio 2025, ore 19.00
Alexander Malofeev
Franz Schubert
Tre pezzi per pianoforte D 946
Dmitri Borisovich Kabalevskij
Sonata n. 3 in fa maggiore, op. 46
Leos Janacek
V mlhách (Nella nebbia)
Franz Liszt
Funérailles, p. 173 n. 7
Aleksandr Scriabin
Quattro Preludi op.22
Fantasia op.28

Fotos: @scheffold.media

mostbet mostbet

Nella nuova gestione del Tiroler Festspiele a gestione Jonas Kaufmann, spazio anche per le Klavierabende. Classe 2001 Alexander Malofeev, pianista russo pienamente inserito nel novero della generazione di pianisti di questo secolo, come ragazzo prodigio dall’alto della sua vincita al Concorso Čajkovskij di Mosca all’età di 13 anni, si è presenta al pubblico degli appassioni del pianoforte, qui a Erl all’interno del Tiroler Festispiele 2025 nella sede nel programma delle tre serate pianistiche Klavierabende segnate da altrettanti giovani interpreti dello strumento della scena musicale internazionale, il francese Lucas Debargue (1990) e la russa Alexandra Dovgan (2007). Giovani mani sulle tastiere con vari percorsi formativi segnati tra la sregolatezza nel caso di Debargue e la rigida formazione e specializzazione della Accademia musicale Gnesin di Mosca testimoniata dalla Dovgan e dallo stesso Malofeev.

Il giovane russo ha proposto un recital della durata complessiva di 2 ore; non un programma impostato sui classici del repertorio pianistico da concerto, solidi e tradizionalmente strutturati, ma indirizzato alla scoperta della frammentizzazione della scrittura pianistica affascinando il pubblico con un programma ben articolato tale da dare dimostrazione della sua tecnica brillante e la sua enorme abilità con un’interpretazione sofisticata e sensibile. Si passa dai Klavierstucke che Schubert scrisse destinate anche a pianisti dilettanti con l’attenzione a limitare il più possibile le difficoltà tecniche ma che permettono di definire un mondo pianistico da salotto, per passare alle brillanti composizioni di Kabalewski (non si trovano spesso nei programmi da concerto) con la Sonata n. 3 op. 46 in fa magg.

Maloveek sa andare oltre alla lettura accademica o di maniera che spesso pezzi non eccessivamente articolati potrebbe indurre, facendo emergere sonorità rarefatte e puntando, quanto esiste, anche su quelle finestre di virtuosismo dove si richiede agilità sulla tastiera. Altro compositore non scontato Janacek qui proposto con la suite pianistica Im Nebel (Nella nebbia). E’ uno degli ultimi lavori per pianoforte del compositore ed è caratterizzato da melodie oniriche, spunti popolari e continui e repentini cambi di tempo. Interessante anche la diversa postura nei confronti del pianoforte, un Fazioli Gran Concerto, che tiene, distesa nei momenti più lirici e melodiosi, rannicchiato sulla tastiera quasi a cercare nota per nota i passaggi complessi. Della complessità pianistica il giovane  concertista offre ampia dimostrazione della sua capacità tecnica con Listz con il segmento  Funérailles, p. 173 n. 7, con l’enorme cascata di volumi sonori d’impeto e di assalto rese senza accentuare l’eccesso di pressione sullo strumento, a dimostrazione della sua capacità di lavorare sulla tastiera senza forzare. La conclusione era affidata a Aleksandr Scriabin con un gruppo di Preludi e con la ben più complessa Fantasia che conferma la leggerezza interpretativa di Malofeev di estrarre il suono dalla tastiera visto anche la caratteristica della scrittura di questi preludi quanto mai frammentaria per  la Fantasia specchio delle composizioni della tradizione tardo romantica di inizio ‘900 d’impeto cromatico. Il pubblico entusiasta ha preteso ben quattro bis di varia natura prontamente eseguiti tra i repertorio più consolidato senza tralasciare la tradizione del Bach pianistico leggero e scorrevole

Articolo precedenteVerbier (Ch). Appunti musicali tra le nuvole alpine #1. 26 e 27 luglio 2025
Articolo successivoVerbier (Ch). Appunti musicali tra le nuvole alpine #2. 28 luglio 2025
Federica Fanizza
Laureata in Filosofia all'Università di Bologna e curatrice degli archivi comunali di Riva del Garda, ha seguito un corso di specializzazione in critica musicale a Rovereto con Angelo Foletto, Carla Moreni, Carlo Vitali fra i docenti. Ha collaborato con testate specializzate e alla stesura di programmi di sala per il Maggio Musicale Fiorentino (Macbeth, 2013), Festival della Valle d'Itria (Giovanna d'Arco, 2013), Teatro Regio di Parma (I masnadieri, 2013), Teatro alla Scala (Lucia di Lammermoor, 2014; Masnadieri 2019), Teatri Emilia Romagna (Corsaro, 2016) e con servizi sulle riviste Amadeus e Musica. Attualmente collabora con la rivista teatrale Sipario. Svolge attività di docenza ai master estivi del Conservatorio di Trento sez. Riva del Garda per progetti interdisciplinari tra musica e letteratura. Ospite del BOH Baretti opera house di Torino per presentazioni periodiche di opere in video.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui