Rovigo, Teatro Sociale, 1 marzo 2026, ore 16
Alice nel paese delle meraviglie
Prima italiana
musiche di Pierangelo Valtinoni
Libretto di Paolo Madron after Lewis Carrol
Alice: Claudia Ceraulo
Regina di Cuori: Caterina Dellaere
Cappellaio Matto: Filippo Scanferlato
Tuidelì / Lepre marzolina: Davide Zaccherini
Tuideldùm / Ghiro: Lorenzo Liberali
Duchessa / Bruco: Matteo Mollica
Bianconiglio: Martina Camoriano
Cuoca: Giovanni Fregonese
Maestro concertatore e direttore d’orchestra: Eddi De Nadai / Jacopo Cacco (27/2 ore 11.00 e 1/3)
Regia: Tommaso Franchin
Scene: Fabio Carpene
Costumi: Giada Masi
Orchestra: Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
A.LI.VE. coro voci bianche e coro lirico giovanile (sez. femminili)
Maestro del coro: Paolo Facincani
PRODUZIONE
Nuovo allestimento e nuova produzione del Teatro Sociale di Rovigo
in coproduzione con Storica Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione Pordenone
e in collaborazione con Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e CSS Udine e con il sostegno di IRSAP
credit ph. ©Ludovico Guglielmo
https://youtu.be/-Y_LJEKXA-M?feature=shared
Intervista a Edoardo Bottacin
Il teatro Sociale di Rovigo, sotto la gestione di Edoardo Bottacin, lo ha inserito come spettacolo all’interno della stagione lirica di tradizione 2025-26, non solo quindi per scuole a cui ha dedicato apposite rappresentazioni, ma come spettacolo aperto in abbonamento, ottenendo un impensato gradimento del pubblico degli abbonati e ulteriore riscontro nel completo nelle due rappresentazioni a pagamento del 27 febbraio e 1 marzo 2026.
E difatti le attese per questa novità non sono andate deluse presentandosi come uno spettacolo sorprendente, divertente ed efficace a ricostruire la fantasia di Alice nel suo viaggio nella dimensione del sogno.
Un viaggio/sogno di passaggio tra il reale e l’immaginario ben evidenziato dalla regia tra il sornione e quasi in punta di piedi di Tommaso Franchin che presenta all’inizio i personaggi guida della vicenda come probabili compagni reali, un rider con un caschetto con due orecchie di coniglio, un escursionista stanco, una anziana nevrastenica con la badante che fatica a starle dietro, due stravaganti anziani che continuano a litigare, tirandosi dietro un deambulatore, un tizio triste con un largo cappello, una stravagante su carrozzella rabbiosa e autoritaria con il tutti. Le note dell’introduzione li condurranno a incontrarsi con Alice e alle sua nuova dimensione di oltre soglia e ad acquisire la loro dimensione dei personaggi fantastici che la nostra eroina incontra nel suo magico mondo. Ma qui sta anche il sottile messaggio che librettista e musicista voglio sottendere.
Non è un sogno come un altro ma Alice si trova a dover fare delle scelte, uscire la mondo dell’infanzia, e sia per sbaglio che volutamente a trasformarsi. Basta mangiare o bere qualcosa pozioni che forse sanno di magia ed ecco cambiano le sue dimensioni fisiche, tra l’essere troppo alta o troppo piccola per trovare la maniera in cui uscire da questa realtà immaginifica. E non basta chiedere aiuto agli strampalati personaggi il Coniglio bianco sempre di corsa, due altalenanti personaggi che le danno indicazioni opposte sulla giusta via, la nobildonna che tiene in braccio un bambolotto in forma di maialino, il Ghiro che chiede di dormire, il cappellaio fantasmagorico che le spiega la dimensione del tempo in questa nuova dimensione, il saggio Bruco, qui spazzino dalle multibraccia, che tra una boccata di sigaretta espone le sue pillole di saggezza, insofferente dalla curiosità della bimba, donandoli il famoso fungo che se mangiato potrà riprendere la sua dimensione, reale.
Il tutto scorre assieme ad una musica che è un contenitore di tutto, mantenendo l’impianto dell’opera tradizionale italiana, fatta da arie, duetti e assiemi.
Piccoli intermezzi in stile jazz fanno da sipario alle arie che si ispirano la mondo sonoro dei cabaret dell’avanguardia tedesca di inizio secolo scorso (le moritat di Kurt Weil), perfette a definire la parte della Regina di cuori, qui con la voce del contralto Caterina Dellaere tra l’isterico e il pedante.
Centrati vocalmente anche i personaggi di contorno: impegnati in doppio ruoli il basso Matteo Mollica che dà voce alla Duchessa “en travesti” e al bruco-operaio dalle molte braccia con note profonde, Davide Zaccherini e Lorenzo Liberali, Tuidelì e Tuideldùm in versione punk, gli iniziali vecchietti litigiosi, e rispettivamente impegnati come Lepre Marzolina e il Ghiro (simpaticamente travestito da letto). In linea con i personaggi il Cappellaio Matto di Filippo Scanferlato, il Bianconiglio, “rider” contemporaneo di Martina Camoriano.
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