di Maria Pia Tolu*
Belleville (Parigi). Theatre de Belleville,
dal 06/01 al 28/01 2026Scritto da Magali Mougel
Regia di Julien Kosellek
Eseguita da Natalie Beder, Maly Diallo, Bilal El Mehia, Alban Fèvre, Paola Valentin
costumi Annie Melza Tiburce
Consulente per la scenografia: Nathalie Savary
Arrangiamenti originali e musica di Ayana Fuentes Uno
Sound design di Julien Kosellek
Regia di Guillaume Pons
Produzione Gaspard Vandromme, Manon Sarrailh
Coproduzione Théâtre Antoine Vitez – Scène d’Ivry, Le service du spectacle vivant de Champigny-sur-Marne
Supporto – DGCA (Direzione generale della creazione artistica francese) nell’ambito del programma di tutoraggio degli autori, DRAC Ile-de-France (Direzione regionale degli affari culturali dell’Île-de-France)
Con il supporto di Adami
Con la partecipazione artistica dello studio ESCA.
Estrarre è in residenza al Théâtre Antoine Vitez – Scène d’Ivry dal 2022 al 2025
Estrarre ha ricevuto un accordo dal dipartimento del Val-de-Marne per gli aiuti allo sviluppo.

La Décalcomanie estrarre ©icommeimage

AL THÉÂTRE DE BELLEVILLE, LO SPETTACOLO LA DÉCALCOMANIE CON LA REGIA DI MAGALI MOUGAL E DI JULIEN KOSELLEK E UNA STRAORDINARIA TROUPE DI ATTORI GIOVANI.
Questa pièce è un racconto distopico che si svolge nel 2037. Siamo proiettati in un futuro dove sul palco di Belleville si vede lo sfondo con drappi sobri geometrici grigio perla grigio scuro o color ruggine. Entrano gli attori con il sottofondo di una musica forte e di stridii di gabbiani. Si incomincia a parlare dell’inumazione dei morti. Si assisterá a bizzarri intermezzi prandiali in cui ci si nutre di insalate di cetrioli conditi con grilli arrostiti. Si affronteranno problemi ecologici. Uno dei personaggi vuole ritornare a casa per “rimettersi nella sua vita e non cambiare paradigma di esistenza.” Sconsigliato dai più, finirà invece per andarsene.

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La Décalcomanie estrarre ©icommeimage

Sul palco assisteremo a farsesche diatribe sulle malattie che incombono, la flora e la fauna che sono in pericolo. Si parlerà dell’informazione e dell’inflazione. Poi luci di un rosso acceso su possibili rivoluzionari del futuro che protestano. Si discute anche della trasmissione dei valori  Con cambi di scene, costumi coloratissimi, danze e musiche talvolta da discoteca. Il grottesco sovente sfiora il tragico nelle riflessioni ad alta voce sulle malattie mortali delle epidemie e sul barometro delle opinioni. Infine si ritroverà la salma portata in barella, avvolta da una coperta argentea del ragazzo che era partito.
Ohimé è annegato in mare. Tutti gli stanno intorno e si scambiano moti di stizza o di stupore. Indi, sorpresa, il morto alza un braccio poi un altro. Non è deceduto in fin dei conti e cominciano ad uscire dalle labbra di questi giovani, instancabili attori frasi che trasmettono emozioni diverse, come: Abbiamo bisogno di parole, di esprimerci, di scambiare con gli altri. Anche se sembra di essere in un grigio crepuscolo autunnale, si parlerà poi di pace e di un possibile domani. E della forza incredibile che ha il collettivo, la comunità di fronte al caos del mondo.

La Décalcomanie estrarre ©icommeimage

*Ringrazio Maria Pia Tolu
Originaria di Firenze, docente d’italiano, vive a Parigi interessandosi della scena teatrale pargina. Fa parte del Syndicat de la Critique di Parigi. Collaboratrice per Sipario ha lavorato per Vogue Italia, Il Tirreno e la rivista Anna

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