di Maria Pia Tolu
Avignon, THÉÂTRE DE LA SCALA, Du 18  au 25 juillet 2026
Olympe(s)
de Rachel Arditi et Justine Heynemann, mise en scène Justine
Soy Création Coproduction La Scala Production & Tournées, Espace des Arts, Scène nationale de Chalon-sur-Saône, ZD Productions, Théâtre des 2 Rives à Charenton-le-Pont, Théâtre et Cinéma de Saint Maur, Théâtres de Maisons-Alfort, Théâtre Antoine Watteau à Nogent-sur-Marne.
Bell’affresco musicale e teatrale colorato e brioso che ci parla del periodo antecedente alla Rivoluzione francese. In scena una troupe di teatro del Settecento che si destreggia fra mille difficoltà per rappresentare Zamora e Mirza à La Comédie Française. I rapporti all’interno della troupe sono burrascosi, sinceri a volte solidali a volte no. L’attrice Rachel Arditi e Justine Heynnemann hanno brillato anni fa in Punks, una pièce che fu un gioiello all’occhiello del teatro La Scala, tanto fu il successo che riscosse sia ad Avignone sia a Parigi. Rachel Arditi è una comédienne scoppiettante di energia e di talento.Così qui interpreta egregiamente Olimpe de Gourges. Un grande personaggio storicamente esistito. Fu una pioniera del teatro e dei diritti civili ,non solo quelli delle donne. Alquanto sbeffeggiata, ma altresi corteggiata ,desiderata e stimata .La comédienne da prova di grande piglio e grande talento. I suoi compagni di scena non sono da meno. Scorreranno davanti ai nostri occhi quadri arguti o sognanti : una regina pallida con la sua gonna settecentesca candida e calze color d’avorio sfila malinconica ed eterea con il desiderio di una gravidanza che stenta ad arrivare.

Consolata teneramente dalla sua damigella Qui la Storia si incrocia con la vita piena di effervescenza di tale troupe teatrale in cui si incrociano storie d’amore e flirt giocosi. Avranno il diritto poi di esprimersi sia Robespierre con la sua ieratica e lunga parrucca bianca e occhialini neri che psicoanalizza la nostra Olympe, dandole dei consigli e raccontandole la sua propria ascesa nel bel mondo e certi suoi moti di disprezzo sociale ampiamente ricambiati.
Ed ecco Beaumarchais, autore teatrale ( tutti ricordano la sua famosa trilogia su Figaro, il celeberrimo barbiere). Qui il maestro della satira vivace,interpretato con bei tempi comici ,osteggia il lavoro della protagonista e si prende gioco dell’estrosissima autrice, autentica capocomico. Come si legge nella stampa francese Olympe ‘s è” una pièce euforizzante che fa riflettere “. Ci sembra così ben detto che volentieri riportiamo tale frase .. Da vedere assolutamente fino al 25 luglio. Con giubilo. Un rischio emotivo da correre senza dubbio e senza moderazione.

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