di Costanza Pozza*
Temporalino
Dal 24 giugno al 12 luglio 2026
Studio Orma. Roma
Mercoledì 24 giugno, sotto il cielo di una Roma soffocante e nuvolosa, quasi sul punto di piangere, presso Studio Orma (via Francesco Amici 10) si è tenuto il vernissage dell’esposizione di Fabrizio Cicero, Temporalino.
Si tratta di una riproduzione artificiale di un fenomeno naturale che è sempre stato sinonimo di collera celeste, conseguenza di un torto commesso agli dei da parte di un mortale e, più in generale, protagonista di miti e teogonie.
Fulmini e saette hanno colpito l’essere umano non solo fisicamente, ma anche
emotivamente, portandolo a temerli e, proprio per questo, a tentare in ogni modo di difendersi dalla loro minaccia. I miti sono stati i primi a offrire una spiegazione a queste “irrazionalità”; successivamente la ragione, nel corso dei secoli, ha cercato di emanciparsi dalla superstizione, intervenendo concretamente e tentando così di dominare la natura. Fino ad arrivare ad oggi, quando proviamo a prevederne il comportamento attraverso le previsioni
meteorologiche e ci infastidiamo se Madre Natura, dispettosa, decide comunque di fare il suo corso e rovinarci una serata all’aperto. In questa esposizione Fabrizio Cicero sembra voglia prendersi gioco dell’effettiva impotenza dell’uomo di fronte al fenomeno naturale. Già il titolo ci racconta qualcosa dell’opera: un piccolo temporale riprodotto sulla parete grazie all’aiuto di 10 sagomatori, dei fari utilizzati per illuminare spazi scenici, che proiettano una luce “tagliata” e irregolare, evocando l’immagine di un fulmine sulla parete. La totale assenza di rumore, elemento distintivo del temporale naturale, contribuisce a svelare il buffo e fragile artificio.

Allo stesso modo, anche le altre due opere esposte rivelano la volontà dell’artista di indagare sul rapporto uomo-natura. Lo vediamo nel disegno tratto dalla serie Del disegno non mi frega, in cui Fabrizio espone le proprie opere ad un faro incandescente, mosso da una carrucola che, scendendo lentamente, finisce per bruciare i disegni con il proprio calore, dando inizio alla loro naturale metamorfosi. Accanto a Temporalino troviamo poi una videoproiezione realizzata attraverso duecento scatti di un disegno a carboncino in stop motion, che raffigura il pianeta Terra mentre compie il suo moto di rotazione fino a scomparire.

Questo filmato, nello specifico, è stato proiettato per alcuni minuti su maxi schermi di un supermercato, citando Fabrizio, “corrompendo i lavoratori”. Tuttavia nessuno se n’è accorto, probabilmente assorto nella lista della spesa e troppo impegnato a controllare la scadenza delle uova al banco.
Ecco, questo dimostra quanto l’essere umano sia egocentrico e totalmente fagocitato dal suo piccolo mondo artificiale.
Oggi più che mai viviamo in un’era geologica profondamente condizionata dalla presenza umana, che buona parte della comunità scientifica definisce, appunto, Antropocene. E questa esposizione di luci declinate in varie forme, tra cavi, interruttori e lenti, ci svela deliberatamente il “trucco dell’illusione”. Forse l’illusione dell’uomo di poter governare la natura e il suo corso; oppure la stessa illusione che la propria mano non possa danneggiarla definitivamente, senza possibilità di ritorno. Alla fine l’uomo possiede potere di azione, ma non è in grado di controllare le conseguenze naturali del suo agire e Temporalino rappresenta perfettamente questo gioco illusorio che pervade la nostra società, ormai risucchiata dalla lista della spesa o dalla ragione strumentale. Beffarda, la natura continua però ad esistere al di fuori della mostra e dell’opera stessa. E, come accade nell’approccio dell’artista al disegno, destinato a trasformarsi, anche la natura persiste nel suo incessante cambiamento e nel proprio ciclo imprevedibile.

Temporalino è l’ultimo progetto della stagione espositiva 2025-2026 di Studio Orma, un percorso che, insieme agli artisti e alle artiste coinvolti, ha costruito una riflessione sull’essere umano. Penso all’esposizione di Margaux Compte-Mergier e al suo banchetto apocalittico in silicone; all’abbagliante rapimento estatico ricreato da Irene Mathilda Alaimo; e infine a Temporalino, che, grazie all’esperienza di light designer e scenografo di Fabrizio Cicero, ci permette di riflettere ancora una volta sulla luce che sta sopra di noi. Una luce
che, forse, un giorno ci coglierà in estasi oppure si spegnerà definitivamente, calando il sipario sul mondo, proprio come a teatro.

*Costanza Pozza. Laurea magistrale in Storia dell’arte all’Università Roma 3 nell ottobre 2024 e Laurea in economiae Gestione dell’arte e della Cultura presso l’Università C° Foscari 2021-2024. Ha aperto una pagina sociale https://www.instagram.com/artandcigarette per comunicare la sua passione per l’arte e la cultura come anche la fotografia e il cinema.

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