Pesaro, Teatro Rossini, Martedì 19 agosto – ore 15.30
CONCERTO LIRICO-SINFONICO
MICHELE PERTUSI
Direttore: Manuel Lopez-Gomez
Orchestra Filarmonica Gioachino Rossini
ph© ROF 2025 Amati Bacciardi

In un concerto straordinario per presenza in scena, doti canore e drammatiche il basso Michele Pertusi sugli scudi al Teatro Rossini, per il Rossini Opera Festival 2025. In tale contesto, il partner orchestrale si dimostra lontano dalla statura del solista.
Il secondo dei Concerti lirico-sinfonici della XLVI edizione del Rossini Opera Festival ha avuto luogo in un teatro Teatro Rossini gremito, che ha accolto uno degli interpreti qui maggiormente conosciuti e amati, il basso Michele Pertusi, raffinato interprete rossiniano, al festival presenza assidua nonché importante per ruoli sostenuti e per rilevanza interpretativa, premiato con il Rossini d’oro per i suoi successi pesaresi, premiato inoltre con l’Abbiati, il Grammy e il Gramophone Award. Al ROF ha cantato in Semiramide (Assur) nel 1992, in Maometto II nel ruolo del titolo e nel concerto Di tanti palpiti nel 1993, di nuovo con Semiramide (Assur) nel 1994, Guillaume Tell nel ruolo del titolo nel 1995, Moïse et Pharaon (Moïse) e Petite messe solennelle nel 1997, Il viaggio a Reims (Lord Sidney) e Petite messe solennelle in forma di concerto nel 1999, Le Siège de Corinthe (Mahomet) in forma di concerto nel 2000, Torvaldo e Dorliska (Duca d’Ordow) nel 2006, La gazza ladra (Gottardo) e Petite messe solennelle nel 2007, Maometto II nel ruolo del titolo nel 2008, Il barbiere di Siviglia (Basilio) e un Concerto di Belcanto nel 2018, il Gala ROF XL nel 2019, Il barbiere di Siviglia (Basilio) nel Festival autunnale del 2020 e nel 2024. Sul palcoscenico la presenza di Pertusi è quella di un dominatore, lo si constatava nelle due arie mozartiane d’esordio, quella di Leporello (Madamina, il catalogo è questo) dal Don Giovanni e quella di Figaro Aprite un po’ quegli occhi, precedute dalla Sinfonia del Don Giovanni ed esposte con verve e prestanza tali da infiammare da subito la sala. Una voce inossidabile si spiegava nell’aria di Assur Deh … ti ferma … ti placa … perdona dalla Semiramide, incredibile nella tenuta, capace di rendere senza cesure anche frasi di lunghezza notevole.
Ancora Rossini con Sois immobile, et vers la terre (Guillaume Tell), dove la drammatizzazione si accentuava per progredire ulteriormente nei brani successivi, la cavatina di RodolfoVi ravviso, o luoghi ameni dalla Sonnambula di Vincenzo Bellini, l’aria “Ah! Un foco insolito” dal Don Pasquale di Gaetano Donizetti, l’aria di Procida “Palerme! Ô mon pays!” da Les vêpres siciliennes e la Scena e Cantabile di Filippo “Elle ne m’aime pas!” dal Don Carlos di Giuseppe Verdi. Non è solo la voce a determinare il carisma che questo interprete esercita, vi è anche la capacità di interiorizzare il carattere del brano e del relativo personaggio, per poi restituirlo esprimendone con pienezza anche la teatralità. Sia l’entusiasmo senile di un Don Pasquale, sia la fierezza e l’amor patrio di Procida, o l’animo spezzato di Filippo acquistavano sul palcoscenico una vitalità intensa e conquistavano letteralmente la sala. In questa occasione l’esecuzione delle quattro Ouverture orchestrali in programma (Don Giovanni, Semiramide, Norma e Les vêpres siciliennes) non reggeva il confronto con la personalità e la statura artistica di Pertusi, risultando poco convincente, spesso opaca. La disparità di livello non ha in ogni caso compromesso il successo dell’evento, conclusosi con un’apoteosi per il solista, che richiamato in scena più volte concedeva ancora la serenata di Mefistofele Vous qui faites l’endormie dal Faust di Charles Gounod e l’aria di Basilio La calunnia, dal Barbiere di Siviglia, prima dell’apoteosi finale, con circa dieci minuti di applausi e standing ovation.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui