Milano | Teatro alla Scala |17 luglio ore 20
Stagione d’opera e balletto 2024/2025
Norma
Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani
Musica di Vincenzo Bellini
Pollione Freddie De Tommaso
Oroveso Michele Pertusi
Norma Jessica Pratt
Adalgisa Vasilisa Berzhanskaya
Clotilde Laura Lolita Perešivana*
Flavio Paolo Antognetti
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala | Maestro del Coro Alberto Malazzi
Direttore Fabio Luisi
Regia Olivier Py
Scene e costumi Pierre-André Weitz | Luci Bertrand Killy | Coreografia Ivo Bauchiero
ph Brescia & Amisano©Teatro alla Scala


L’ultima recita di Norma di Vincenzo Bellini alla Scala vale quanto una prima esecuzione, quanto mai inattesa. Nell’ultima recita, all’indisposta Marina Rebeka, è subentrata il soprano australiano Jessica Pratt, una sostituzione di lusso. Già perchè la Pratt, consolidata voce internazionale belcantista riconosciuta nei ruoli di coloritura e di agilità, era da un anno che si apprestava ad approntare il ruolo della belliniana Norma. Più volte annunciato, lo ha affrontato ad marzo a Firenze per la stagione del Maggio Fiorentino,
(https://www.artesnews.it/temi/musica/firenze-il-ritorno-di-norma-al-teatro-del-maggio-musicale-fiorentino/ ) poi messo da parte in attesa di ulteriori esibizioni.
La chiamata del teatro scaligero è giunta quanto mai improvvisa, ma la Pratt non si è fatta trovare impreparata, considerato anche la “panchina corta” di chi pratica questo ruolo.
Attesissima, quindi, dal pubblico scaligero appena lasciato nel maggio di quest’anno con la presentazione del Mitridate re di Ponto di Mozart, in forma di concerto. Nonostante la mancanza di prove complete, la cantate ha confermato di essere una autentica fuoriclasse e come sua caratteristica firmando questa apparizione interpretando Casta Diva nella tonalità originale in sol, come da autografo originale conservato a Catania, eseguita per la prima volta alla Scala, variando in modo spettacolare la difficilissima cabaletta Ah bello a me ritorna. Purtroppo le pagine più furiose e veementi di Norma sembrano non appartenerle pienamente, dovuta anche dalla necessità di approntare alcuni parti che a Firenze erano state omesse. In particolare il duetto con Polline è parso carente di autentica drammaticità, tra l’altro da un interpretazione del tenore Freddie De Tommaso non propriamente adeguato al carisma e alla sfrontatezza del personaggio.
 
Ma il pubblico l’ha premiata con entusiastici applausi e chiamate alla ribalta,riconoscendole, l’impegno di offrire un’altra visione di Norma, più intima e consapevole delle sue scelte, del resto è una artista che non si risparmia e cerca di dare il massimo al suo pubblico. La direzione di Fabio Luisi ha saputo restituire tutta la profondità e la trasparenza della partitura belliniana e sostenerla in una interpretazione che cerca di restituire la linearità  belcantista al personaggio. Il gesto ampio, preciso, attento al dettaglio, ha permesso all’orchestra di esprimersi con raffinata coerenza dinamica. I colori orchestrali, pieni ma mai opprimenti, hanno accompagnato ogni svolta emotiva, assecondando i tempi lunghi di Bellini con respiro e misura in linea con l’astrattezza del belcanto.

Accanto, sii è confermata Vasilisa Berzhanskaya come un’Adalgisa perfetta come perfetto Michele Pertusi in Oroveso assieme ai personaggi di contorno, (Clotilde  di Laura Lolita Perešivana* e Flavio di Paolo Antognetti). Confermate le perplessità sulla realizzazione scenica di Oliver Py (qui la recensione della rappresentazione del 30 giugno https://www.artesnews.it/tipologie/recensioni/milano-teatro-alla-scala-norma) confusionaria e con un eccesso di sottotesti che ne ha appesantito la lettura, in netto contrasto con l’astrazione dell’esecuzione musicale e, proprio in questa occasione, con la etereità della linea di canto della Pratt. Si rimane in attesa di altre sue prove in questo ruolo infido ma sublime.

 

 

 

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